OSTIAMARE - Il difensore Esposito: "Meritiamo il ripescaggio"

26.04.2020 07:53 di tuttoturris .com   Vedi letture
Fonte: gazzetta regionale
OSTIAMARE - Il difensore Esposito: "Meritiamo il ripescaggio"

Partito dal quartiere Barra di Napoli giovanissimo, dalla Scuola Calcio “Carioca” nel 1992 per inseguire il sogno di essere un calciatore professionista, Giovanni Esposito, ora trentaquattrenne, può ritenersi più che soddisfatto per il percorso intrapreso con orgoglio e tanto coraggio. “A quindici anni ero già nella Primavera dell’Ancona, il professionismo puro l’ho assaporato al Castel di Sangro: all’epoca il mio mentore era il tecnico romano Pino Ferazzoli: dal punto di vista umano quella stagione mi ha arricchito moltissimo”. I primi ricordi di Esposito sono una scheggia nitida che squarcia a ritroso il tempo: la sua del resto è stata una vita all’insegna del calcio. “Ho girato praticamente tutta l’Italia. Ricordo con grande piacere la salvezza, a dir poco miracolosa, ottenuta con la Paganese nell’allora campionato di C1: fu duello appassionate col Verona poi sia noi che gli scaligeri ci salvammo attraverso i play-out: la Paganese, agli spareggi, fu epica nelle due gare disputate col Lecco”. Di campionati, il noto difensore, ne ha vinti due in carriera. “Sì, ho militato spesso tra le file di club che stazionavano nella famigerata parte destra del tabellone ma sono felice di ogni avventura vissuta poiché soffrire per una causa, è comunque gratificante oltre che stimolante”. Negli ultimi 4 anni la strada di Esposito ha intersecato quella di Raffaele Scudieri. “È un tecnico ed un uomo a cui devo molto. Col mister il rapporto è quotidiano e profondo. Abbiamo fatto grandi stagioni all’Atletico Sff ora tentiamo di regalarci qualcosa di unico con l’Ostiamare”. Il capitolo a pure tinte bianco viola è ancora tutto da scrivere ma l’impatto tra il calciatore campano ed il club caro a patron Lardone, è stato idilliaco. “L’Ostiamare è una realtà calcistica eccezionale. Coi capitolini ho stabilito un feeling genuino che mi rende sereno nel profondo del cuore. Il presidente Lardone è una persona d’altri tempi: sta mantenendo fede agli impegni presi nonostante la stagione sportiva sia, da calendario, praticamente compromessa a causa della pandemia che purtroppo stiamo vivendo. Staff tecnico e dirigenziale ci sono accanto in questo tragico momento, fornendo le indicazioni mediche necessarie per condurre un’esistenza tranquilla, cercando al contempo di farci mantenere una buona condizione atletica in vista, magari, di un’ipotetico ritorno in campo prima dell’estate”. Finire la stagione, e completare dunque il duello a distanza per il primo posto nel girone G con la Turris, sarebbe il massimo. “Il confronto tra noi e i corallini è appassionante. Il campionato si è interrotto nel momento in cui noi stavamo recuperando terreno nei confronti di una squadra fantastica a cui però tenevamo testa in maniera egregia, dimostrando di essere un gruppo d’acciaio, pronto ogni Domenica alla battaglia col fine di sbarcare in Lega Pro”. E chissà che i romani non siano tra i professionisti comunque, l’anno prossimo, magari tramite un ripescaggio. “Lo meriteremmo perché non perdiamo una gara da una vita e siamo un club attrezzato per competere già così com’è nel mondo dei pro. Noi dilettanti compiamo grandi sacrifici e sono onesto, non ritengo siano tutelati il giusto a livello di norme federali: auspico e faccio il tifo per una riforma che tuteli i nostri sacrosanti diritti a tal riguardo”. Il viaggio di Esposito è partito da Barra come detto e dalla passione paterna ereditata, per l’Inter. “Oggi a Barra c’è una squadra che milita in prima categoria, sono legato alle miei radici anche se calcisticamente il modello da seguire per me è stato l’Inter di cui amavo Ronaldo il Fenomeno e Javier Zanetti”. Cavalleresco nei modi, Giovanni Esposito chiude l’intervista con un ringraziamento. “Tutto da estendere ai tifosi dell’Ostiamare che ammiro poiché nonostante le ingiustizie subite non mancano mai all’appello e ci trasmettono sempre il loro infinito calore unito alla passione viscerale che nutrono nei confronti dei colori bianco viola”.