Turris, ora si fa dura. Raffica di no dagli altri stadi: la negligenza sul sintetico può sancire una morte assurda...

16.07.2020 06:00 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Turris, ora si fa dura. Raffica di no dagli altri stadi: la negligenza sul sintetico può sancire una morte assurda...

Uno stadio soggetto ad un’importante opera di ammodernamento, tra l’altro quasi completata, con una spesa che supera i 2 milioni d’euro di fondi pubblici. Un investimento che ora rischia di andare letteralmente in fumo, per una negligenza relativa alla pratica per il rilascio della certificazione sull’omologazione del manto erboso artificiale (FIFA Quality Pro), inoltrata con colpevole ritardo e che ora può sancire, addirittura, la fine del calcio a Torre del Greco. Tale pratica, infatti, richiede tempi lunghi e andava avviata molto prima, come aveva ricordato con una certa solerzia l’Ingegnere Vigiani, rappresentante della Lega Pro, nell’ultimo sopralluogo effettuato al Liguori a metà giugno, soprattutto perché l’installazione del sintetico era già avvenuta da 10 mesi.    

Una dimenticanza che ha costretto società ed istituzioni alla ricerca affannosa di un campo alternativo da indicare nella domanda d’iscrizione, cosa che permetterebbe al Comune di guadagnare oltre due mesi di tempo per correre ai ripari, in modo da ottenere questo benedetto certificato entro l’inizio del campionato (fissato al 27 settembre). Ma tale ricerca si sta rivelando più complicata del previsto, vista la raffica di “no” che si è vista recapitare la Turris per svariati motivi da impianti vicini e lontani. Nelle ultime ore, infatti, sono cadute, quasi come ad effetto domino, le opzioni Rieti, Salerno e Bisceglie, che si aggiungono ai rifiuti precedenti di Pagani e Benevento.

Chi per problemi di agibilità, chi per cavilli burocratici relativi alla concessione dell’impianto, chi per motivi d’ordine pubblico: sta di fatto che ad oggi la Turris, a circa due settimane dal termine ultimo per la presentazione della domanda, ancora non ha uno stadio. Cosa che sta gettando nello sconforto più totale anche i vertici del club biancorosso, su tutti il presidente Colantonio, esausto per l’ennesimo impedimento sorto per il Liguori, e che secondo i ben informati all’inizio della prossima settimana potrebbe rassegnare le proprie dimissioni, qualora anche i tentativi disperati di questo fine settimana dovessero rivelarsi vani.

Il fatto è serio e molto preoccupante, contrariamente da chi pensava che si trattasse di un qualcosa ingigantito "ad hoc", solo per produrre un'accelerata sui lavori: purtroppo, la Turris rischia seriamente una morte assurda, dato che senza un campo a norma da indicare sarebbe costretta a rinunciare alla domanda d’iscrizione, il che provocherebbe la radiazione del club. Una catastrofe dalle proporzioni immani e che anche il Comune sta cercando di scongiurare, senza trascurare anche il fatto che la stessa Corte dei Conti potrebbe bussare poi alle porte di Palazzo Baronale e chiedere spiegazione di tutti questi fondi spesi per uno stadio, senza poi una squadra locale che possa usufruirne.

Nelle ultime ore c’è stato un summit tra il sindaco Giovanni Palomba ed il presidente Antonio Colantonio, dal quale è emerso che si tenterà il tutto per tutto su tre sedi, rispettivamente Castellammare, Viterbo e Francavilla Fontana. Per quanto concerne il Romeo Menti, fin qui il sindaco della città stabiese è stato irremovibile sul concedere l’impianto alla Turris, seppur l’anno scorso lo avesse fatto con la Cavese. In tal senso, però, il lavoro diplomatico delle ultime ore potrebbero aver aperto uno spiraglio di speranza, il cui verdetto sarà emanato a stretto giro. Richiesta anche la disponibilità ai comuni di Viterbo e Francavilla Fontana, ma in questo senso la fumata sembra, per il momento, abbastanza grigia.

Sembrano passati anni luce dall’ufficialità della promozione in C, dopo ben 19 anni: ora per la Turris si è materializzato un incubo dal quale non riesce a risvegliarsi. Ed il tempo scorre inesorabilmente, diventando il nemico principale dei biancorossi…