Turris, Fabiano verso l'esordio: "Ad Avellino in campo chi è già pronto. Sul modulo..."

20.09.2020 16:00 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Fonte: dall'inviato Andrea Liguoro (Tuttoturris.com)
Turris, Fabiano verso l'esordio: "Ad Avellino in campo chi è già pronto. Sul modulo..."

Come prima, più di prima; come negli ultimi due anni in serie D, adesso in Lega Pro. Lo farà dalla panchina e soprattutto lo farà da torrese. Franco Fabiano riparte con la Turris in quella categoria conquistata dopo diciannove anni di Purgatorio.

LA RIPARTENZA - Dove eravamo rimasti: un campionato di serie D vinto sì meritatamente, ma senza averlo concluso e festeggiato sul campo: “Dobbiamo accettare i verdetti del Covid. Come sarebbe finita se si fosse giocato fino all’ultima giornata? Non me lo sono mai chiesto, ma avevo grande fiducia nella mia squadra. Abbiamo dimostrato che quella classifica era meritata. Poi nel calcio nulla è scontato e può succedere di tutto”.

LA STRATEGIA - Il mercato estivo: inizialmente la ricerca di una prima punta più fisica da affiancare a Longo aveva fatto pensare ad un modulo che fosse il 4-4-2, poi la ricerca di attaccanti esterni hanno confermato il 4-3-3. Ma il tecnico tiene a specificare: “Non ho mai parlato di moduli, solo di principi che dovevano andare avanti. Dal 4-3-3 possiamo passare al 4-3-1-2, possiamo giocare con il 4-2-3-1, ma nella mia vita calcistica non ho mai fatto un vero 4-4-2, visto che sugli esterni non ho mai utilizzato mediani ma attaccanti. Più che un 4-4-2, quindi, è stato un 4-2-4, ovviamente con gli equilibri giusti”.

E chiarisce il suo pensiero sullo schieramento tattico: “Penso che i moduli non siano importanti, sono numeri. Nella mia carriera ho vinto con il 4-2-3-1, poi sono andato in serie C e ho fatto il 4-3-3. A Torre, nell’anno di Moxedano, abbiamo iniziato con il 4-2-4. Sono i giocatori che mi danno l’input importante per sfruttare le loro caratteristiche, non quello che io penso di fare. Un allenatore deve avere la capacità di comprendere qual’è il materiale a disposizione e quindi quello che si può mettere in atto, ma senza essere integralisti né in un senso né nell’altro. Ed io non lo sono”.

Daniele Franco è stato uno dei riconfermati; calciatore giovane che, anche nell’amichevole con la Roma Primavera, ha dimostrato di poter dare grande qualità in mediana: “Noi crediamo in lui e lo dimostra il lavoro fatto in questi giorni. È un giocatore di qualità sul quale puntiamo al di la della categoria. La sua condizione sta migliorando fisicamente e mentalmente, è un ragazzo che ci può dare una grande mano”.

IL GIOCO DEL DESTINO - Stadio Partenio, 15/06/1997, l’ultima promozione conquistata in serie C; Stadio Partenio, 27/09/2020, il ritorno in serie C. Date e luogo che simboleggiano un cerchio che si chiude e che suscita emozioni particolari: “Se sarò emozionato? No – confessa il tecnico-, ma avrei desiderato un palcoscenico importante come il “Partenio” con quindicimila tifosi di Avellino e con almeno mille tifosi che sarebbero arrivati da Torre del Greco. Giocarla senza pubblico, invece, sia per l’Avellino che per la Turris, sarà una sconfitta che però dobbiamo accettare per la situazione catastrofica del Covid. Speriamo che al più presto ci sarà un’apertura graduale e poi, augurandoci che le cose vadano per il meglio, si ritorni alla normalità”.

VERSO IL DEBUTTO - Esordio difficile con l’Avellino, poi due partite in casa che potrebbero rappresentare subito una prima occasione per mettere fieno in cascina in ottica salvezza. Fabiano, però, allontana qualsiasi discorso che vada oltre l’esordio: “Da quando alleno, al massimo riesco ad organizzarmi su una sola partita, non riesco a farlo su due. Oggi penso solo all’Avellino, una squadra importante, con una grossa società, un allenatore tra i più importanti della categoria, un direttore che ha fatto la storia del calcio italiano sia da giocatore che da direttore, quindi troveremo una squadra forte. Noi andremo lì a giocarci la partita con grande umiltà”.

Per caratteristiche fisiche, per qualche acquisto più recente che ha meno allenamenti nelle gambe, per chi è stato fermo per qualche piccolo problema fisico, la condizione non sarà ancora al cento per cento: “Partita per partita dobbiamo alzare sempre l’asticella – afferma il tecnico torrese-, sia dal punto di vista tecnico-tattico che fisico. L’importante è che la condizione mentale sia al 110%, perché è questa la cosa che conta. Sicuramente abbiamo qualche giocatore che è arrivato da poco, che è indietro con la preparazione e dobbiamo essere bravi a gestire le nostre potenzialità”.

E allora, Fabiano come sceglierà la Turris da mandare in campo all’esordio?Andrà in campo chi in questo momento ci dà delle certezze, al di la del nome e cognome. Nel mio primo undici titolare ci sarà chi è più pronto fisicamente, ma soprattutto mentalmente. C’è chi non ha ancora i cento minuti e quindi dobbiamo essere bravi a gestire il parco giocatori”.

I VOLTI NUOVI - Impressionò con il Castrovillari (e la Turris lo ricorda bene in quella semifinale playoff in cui i calabresi diedero filo da torcere ai corallini), lo stesso ha fatto nell’amichevole con la Roma Primavera: “Pandolfi è un giocatore importante, ha grosse potenzialità, ma è in ritardo fisicamente perché è arrivato dopo”. Fabiano, però, punta anche su un altro nome che potrebbe essere la sorpresa di questa Turris targata Lega Pro: “Al di la dei big e dei ragazzi riconfermati dallo scorso anno, penso che Brandi ci darà qualcosa di importante. È un classe 2001, sarà un giocatore che alla fine ci darà una grande mano. Sono contento di questo ragazzo, viene dal Verona e, nonostante la sua giovane età, dal primo giorno ha dimostrato di avere grande personalità e tutti i canoni per essere un giocatore importante”.