Primicile: "Assurdo pensare di finire i campionati, il blocco delle retrocessioni è il male minore. Ok la C, ma a quale prezzo?"

27.03.2020 21:08 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Primicile: "Assurdo pensare di finire i campionati, il blocco delle retrocessioni è il male minore. Ok la C, ma a quale prezzo?"

Tempo di attesa per il mondo del calcio, ancora diviso tra la speranza di riprendere gli attuali campionati e l’amara constatazione di dover congelare tutto, per poi iniziare un nuovo campionato a settembre, virus permettendo. Più passa il tempo e più prende corpo questa seconda ipotesi, che in tempi non sospetti il dg della Turris Rosario Primicile aveva già paventato, come lo stesso ricorda: “Lo ribadisco anche ora. Mi sembra follia riprendere i campionati in questa situazione, farlo in fretta e furia durante l’estate, quando ci auguriamo che l’emergenza sarà sì rientrata, ma non credo che sarà totalmente risolta. In questo modo si rischia di pregiudicare anche la programmazione della stagione successiva, con tutte le ripercussioni che ciò comporterebbe. Io credo che vada presa una decisione a breve, non ha alcun senso tenere le varie società nell’incertezza più totale per così tanto tempo”.

Sui verdetti delle classifiche il dg biancorosso si sbilancia: “Premesso che qualsiasi decisione provocherà degli scontenti, la proposta relativa al blocco delle retrocessioni mi sembra il male minore. Infatti, emanare dei verdetti prima della fine regolare dei campionati è problematico non tanto per le promozioni quanto per le retrocessioni. Pertanto, in questo modo si salvaguarderebbe l’interesse di varie squadre. Non vedo percorribile l’ipotesi dell’azzeramento delle classifiche, perché innescherebbe una marea di ricorsi. Bisogna riconoscere in un modo o nell’altro il risultato sportivo maturato al momento dell’interruzione dei tornei”.

Primicile considera bypassabile l’eventuale problema di intasamento di calendario, generato da un soprannumero degli organici tra A, B e C: “Il problema non è di calendario ma economico. Aumentare il numero delle squadre nei rispettivi campionati significa dividere tra più società i vari proventi dei Diritti TV e altri settori, pertanto alcune squadre non sarebbero d’accordo. Questo è il vero pomo della discordia…”.

Sulle difficoltà economiche che molte squadre avranno una volta terminata l’emergenza, soprattutto dalla C ai dilettanti, Primicile non si nasconde: “Le perdite nel mondo del calcio saranno enormi e molte squadre falliranno, è inevitabile. La Turris, ad esempio, ha subito un danno economico di circa 300 mila euro, tra i mancati incassi delle ultime partite e le varie sponsorizzazioni venute meno con l’insorgere dell’emergenza sanitaria. E nonostante ciò abbiamo anticipato gli stipendi di un mese. Un attivo che sarebbe entrato anche nel budget stilato per la prossima stagione. Per questo motivo le cifre per partecipare ai vari campionati, tra incombenze salariali e fiscali, dovranno necessariamente cambiare e tenere conto di questa situazione, altrimenti non solo la Turris ma molte altre squadre avranno difficoltà a ripartire. Aspettiamo di vedere cosa stabiliranno i vertici del calcio e poi decideremo il da farsi…”.