Ko al Liguori - Per la Turris due passi indietro e una costante: mancano i tiri degli attaccanti!

05.09.2021 20:39 di Vincenzo Piergallino   vedi letture
Ko al Liguori - Per la Turris due passi indietro e una costante: mancano i tiri degli attaccanti!
© foto di Turris Calcio

Più di un passo indietro per la Turris, sconfitta in casa dal Monopoli, rispetto al pareggio di Taranto. Ko tutto sommato meritato, nonostante una prestazione comunque generosa, anche se condizionato fortemente dall’errore al pronti-via di Perina, che ha subito scombussolato i piani degli uomini di Caneo, colpiti nuovamente pochi minuti dopo col raddoppio di Arena sugli sviluppi di un calcio piazzato. Un "uno-due" del genere avrebbe messo in difficoltà anche squadre più forti della Turris, che però non è riuscita a ripetere il gioco propositivo dello Iacovone per tentare la rimonta tra le mura amiche.

La difesa, quest’oggi inedita con la presenza di Manzi e Zanoni ai fianchi di Lorenzini, non ha trasmesso la stessa sensazione di solidità di domenica scorsa, ma questo poteva essere messo anche in conto, viste le novità di formazione. Invece, quello che sorprende, francamente, è la scarsa e reiterata vena offensiva dei biancorossi, che sta rappresentando uno dei limiti principali della squadra in queste prime uscite stagionali. Una mancanza di concretezza che non sembra potersi giustificare con errori individuali. Il problema, infatti, è a priori, visto che attualmente le punte della Turris non concludono quasi mai nella porta avversaria, rimanendo imbottigliate sul limite dell’area di rigore (non a caso i più pericolosi nelle ultime due partite sono stati Bordo e Tascone con le conclusioni da fuori).

E’ proprio questo il punto sul quale mister Caneo dovrà lavorare nelle prossime partite, perché il potenziale in avanti va sfruttato sicuramente molto di più rispetto a quanto avvenuto finora, dato che i vari Leonetti, Giannone e Santaniello, numeri alla mano, sono elementi che hanno tanti gol ed assist nelle corde, a differenza degli esterni di centrocampo, che magari possono non avere la stessa freddezza e lucidità sotto porta (come nel caso odierno di Varutti, presentatosi tre volte davanti alla porta senza esito). La speranza, in tal senso, è che col ritorno di Ghislandi il trainer biancorosso possa avere le frecce giuste per attuare il suo piano tattico, nel quale diventa decisivo l’apporto dei laterali e le sovrapposizioni dei braccetti, che oggi non si sono viste. A meno che non si pensi anche ad un qualcosa di diverso per poter innescare le tre bocche di fuoco in avanti…