Il parere di Polito: "Se la Turris resta con i piedi per terra, potrà arrivare molto lontano. Anche la mia Juve Stabia iniziò così e poi..."

16.10.2020 12:00 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Il parere di Polito: "Se la Turris resta con i piedi per terra, potrà arrivare molto lontano. Anche la mia Juve Stabia iniziò così e poi..."
© foto di Federico De Luca

Intervenuto alla trasmissione 4 chiacchiere sulla Turris, l’ex direttore della Juve Stabia Ciro Polito, nonché portiere dal passato illustre nella massima serie, ha parlato del girone C della serie C, oltre che della Turris: Un girone con più blasone rispetto agli altri, perché indubbiamente ci sono squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano. Come ogni anno, ci sono le solite 3-4 squadre importanti che faranno un campionato da vertice, mentre le altre faranno un percorso diverso. Ma anche questa volta non mancherà la compagine che deluderà le attese e, al contrario, la classica outsider che si inserirà tra le big più attese”.

Sulla Turris Polito ritrova qualche analogia con la sua Juve Stabia, che nel corso di due anni, costruì a sorpresa la cavalcata culminata con la sorprendente promozione in B: Ero sicuro che la Turris potesse partire bene e fare un ottimo campionato. E’ gestita da una società solida, composta da elementi che lavorano insieme ormai da vari anni, dal presidente all’allenatore, fino al direttore sportivo. Parliamo di una squadra di lavoratori e con l’umiltà giusta può arrivare anche più in là delle aspettative. Se la Turris rimane con i piedi per terra arriverà molto lontano e potrà divertirsi. Alle spalle ha una città che vive di calcio e una società molto solida, già entrando nei playoff, seppur da decima, si mettono le basi per un futuro sempre più ambizioso negli anni successivi. Ha dei giocatori importanti per la categoria come Giannone e Rainone, oltre a qualche giovane di qualità”.  

L’ex ds delle vespe aggiunge: “I grandi nomi lasciamoli agli altri. Quando abbiamo vinto il campionato a Castellammare non eravamo i favoriti sicuramente, ma il lavoro parte da lontano. L’anno precedente la società fece una squadra di giovani ed elementi sconosciuti, partendo da un allenatore esordiente e giocando le prime partite lontano dal Menti. Ma la promozione in B della stagione successiva è nata proprio in quel momento, poiché arrivammo quarti e nel campionato successivo partimmo da quella base e centrammo il salto di categoria da primi, nonostante tanti squadroni che avevano investito su elementi importanti, come ad esempio la Casertana dei vari Zito, Castaldo, Floro Flores ecc.. La nostra fortuna fu quella di avere una società snella, composta da poche persone e che parlavano poco. Un aspetto che noto anche nell’attuale Turris. Mi auguro che qualche altra campana possa ripetere un’impresa simile, anche se quest’anno vedo Ternana e Bari una spanna sopra le altre. A spendere sono bravi tutti, ma in pochi lo sanno fare in maniera oculata e vincente, creando anche qualche plusvalenza importante per salvaguardare i conti del club in un momento storico difficilissimo”.