Il doppio ex Sassanelli: "Con Turris e Avellino le tappe più belle della mia carriera. La C è un inferno, ma se i corallini raggiungono i playoff..."

23.01.2021 06:28 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Il doppio ex Sassanelli: "Con Turris e Avellino le tappe più belle della mia carriera. La C è un inferno, ma se i corallini raggiungono i playoff..."

Non solo Sasà Sullo… Un altro doppio ex che ha scritto pagine importanti nella storia di Turris e Avellino, prossime sfidanti in campionato, è Luigi Sassanelli, attuale preparatore dei portieri del Lecce in serie B, ma con un passato importante come estremo difensore delle due compagini campane. Ben 4 le stagioni a difesa della Turris (dal 1993 al 1997), condite da ben due promozioni nell’allora C1, 3 con gli irpini (dal ’97 al 2000).  

Ai microfoni di Tuttoturris.com, lo stesso Sassanelli ha parlato di questo incrocio che rievoca i suoi fasti da giocatore: “Nutro ricordi positivi da ambo le parti. Torre del Greco ed Avellino rappresentano le tappe più belle della mia carriera da calciatore. Ho vissuto 7 anni bellissimi tra queste due piazze. Pertanto, essendo tifoso di entrambe le squadre, spero in un pareggio domenica, in modo da non scontentare nessuno”.

Gigi Sassanelli, per presenze e trionfi, risulta tra i portieri più importanti della storia della Turris, ma l’ex numero uno non dimentica il suo mentore:Alla Turris ho trovato Vincenzo Strino, la persona che più ha inciso sulla mia carriera a livello tecnico ed umano. Solo a citarne il nome mi commuovo; un libro non basterebbe per raccontare tutti gli aneddoti che mi legano a lui. Prima di venire a Torre ero secondo a Bisceglie, ma la Turris mi diede fiducia e col senno di poi fece bene a scommettere su di me”.

Sulle due promozioni con i corallini (quella del ’93 tramite ripescaggio, quella del ’97 ai playoff): Due trionfi diversi, ma belli allo stesso tempo. Nel ’93 arrivai in corso d’opera e trovai una squadra già amalgamata, con un grandissimo gruppo, il quale iniziò un percorso sempre più in crescendo e che culminò nella sfortunata finale col Sora. Nel ’97, invece, la promozione fu un vero e proprio miracolo sportivo, ottenuto tra mille difficoltà e in un clima difficile, contro ogni pronostico, dato che per gran parte della stagione ci fu la contestazione del tifo e la società versava in problemi economici”.    

Sul derby di domenica Sassanelli non si sbilancia: Per motivi diversi si sfideranno due belle squadre. L’Avellino è stato costruito per i primi posti ed è guidato da un tecnico vincente come Braglia, che conosco bene per averci lavorato insieme in passato. La Turris, considerando che è una neopromossa, sta facendo altrettanto bene. Complimenti a mister Fabiano, dato che non è mai semplice essere profeta in patria. Per esperienza diretta dico che la serie C è un inferno: con il Lecce abbiamo impiegato ben tre anni per venirne fuori, nonostante grandi investimenti. Inoltre, i playoff anche con il nuovo meccanismo restano una lotteria. Se la Turris dovesse conquistarli, può succedere di tutto, così come avvenne alcuni anni fa con il Cosenza dello stesso Braglia, che da quinto in classifica riuscì a vincere gli spareggi e a volare in serie B, sorprendendo tutti”.

Infine, Sassanelli si esprime sull’attuale ruolo del portiere: “Oggi sono richieste altre competenze, come saper giocare anche con i piedi. Ma a mio avviso la cosa più importante resta sempre sapersi muovere tra i pali e nello spogliatoio, l’ambiente dove veramente si costruiscono le vittorie. In serie C ci sono tanti portieri interessanti, ma in Italia vedo ancora troppi freni nel puntare sui giovani. Le espressioni migliori della categoria? Penso a Perucchini della Pistoiese o alla coppia dell’Avellino costuita da Forte e Pane. Lo stesso Abagnale della Turris mi sembra un ragazzo molto sveglio, molto reattivo in porta nonostante non abbia un grande fisico…”.