Anche Conte dice no alla riapertura degli stadi. Risponde Ghirelli: "Così si rischia il crac. Partiamo almeno con una percentuale di abbonati..."

05.09.2020 17:00 di tuttoturris .com   Vedi letture
Anche Conte dice no alla riapertura degli stadi. Risponde Ghirelli: "Così si rischia il crac. Partiamo almeno con una percentuale di abbonati..."

La riapertura degli stadi è un argomento che sta tenendo banco soprattutto nelle ultime settimane, con la speranza di rivedere al più presto i tifosi sugli spalti e non dover più assistere a sfide a porte chiuse. A frenare, però, queste velleità, è direttamente il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che in un'intervista al "Fatto Quotidiano" ha spiegato il proprio punto di vista sulla questione: "Per quanto mi riguarda, la presenza allo stadio così come a manifestazione dove l'assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna".

Una posizione assolutamente contraria all'ultimo appello lanciato, invece, da Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro: ”Di cosa abbiamo bisogno per evitare il rischio di crac dei club nei prossimi mesi? Vorrei che il ministro Spadafora, il ministro Speranza, ci ascoltino un attimo.
Abbiamo bisogno:
A) protocollo sanitario, fermo restando la sicurezza, dobbiamo allungare l’intervallo temporale per gli esami da tampone. Non reggiamo finanziariamente. Mi permetto di dire che ogni quattro giorni l‘ esame è anche invasivo. Abbiamo bisogno, altresì, di regole di applicazione del protocollo più semplici, per alleggerire organizzazione e costi;
B) stadi; se non si riapre facciamo un danno irreparabile. Partiamo con una percentuale di abbonati. Abbonamenti perché? Sono nominativi, possiamo scaglionare le entrate allo stadio, possiamo incanalare le uscite per aree. Con gli abbonamenti leniamo un poco le difficoltà finanziarie dei club.

Se perdiamo club, il nostro Paese diventa più povero in termini di occupazione, di indotto, di fisco e diventa più triste perché perde la forza di un gioco, quello del pallone. Il rischio di perdere un patrimonio umano, del calcio, del territorio e delle nostre tradizioni è concreto”.