Si è chiuso un ciclo, ora salvare la C per riaprirne uno nuovo!

22.02.2021 11:01 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Si è chiuso un ciclo, ora salvare la C per riaprirne uno nuovo!

Che la gara con la Paganese avesse un sapore di spartiacque lo si sapeva. Troppo alta la posta in palio, così come erano stati troppi i colpi a vuoto della Turris dall’inizio del girone di ritorno. Il responso negativo del Marcello Torre ha ufficialmente risucchiato i corallini in zona playout e determinato l’esonero di mister Fabiano. A farne le spese il trainer torrese, ma il provvedimento era ormai inevitabile, visto che la squadra sembrava caduta in un coma profondo, non rispondeva più alle sue sollecitazioni e nemmeno alla sua idea di gioco. L’ammissione, in via nemmeno tanto indiretta, l’ha data lo stesso Fabiano nell’ultima conferenza da tecnico della Turris, nel post partita con la Paganese, spiegando così l’ennesimo gol in fotocopia subito su calcio piazzato: “Sapevamo che Diop attaccava il primo palo. Eppure…”. Probabilmente, la scossa andava data anche prima, dato che già da alcune partite la Turris era caduta in uno stato depressivo abbastanza preoccupante.  

Quando si cambia un allenatore le responsabilità sono sempre da ripartire. Non è mai colpa solo ed esclusivamente del tecnico, così come non era solo colpa dei vari Di Maio, Baratto, Giacomarro, Carannante, Grimaldi ecc., giusto per rimanere nella storia corallina degli ultimi anni. Ma l’avvicendamento in panca resta la soluzione più pratica per dare una scossa alla squadra e anche per responsabilizzarla maggiormente in vista del prosieguo della stagione, in modo da non fornire facili alibi alla ciurma dietro il timoniere. 

L’epilogo amaro non cancella però un biennio vincente. I risultati e le prestazioni dicono che il ciclo Fabiano era arrivato al massimo compimento con il girone d’andata. Il tecnico torrese, poi, ha pagato insieme alla società una rivedibile gestione del mercato invernale (dato che lui si è assunto la paternità di certe decisioni nell'ultimo giorno utile per i trasferimenti, senza pretendere nuovi innesti), ma la differenza netta di rendimento tra i 27 punti del girone d’andata ed il solo conquistato in 7 partite nel ritorno non può essere motivata con la sola partenza di Pandolfi.

La sensazione è che sia mancata la capacità di reinventarsi quando la Turris aveva ormai perso l’imprevedibilità della prima parte di stagione, chiudendosi in quelle certezze che l’avevano resa grande all’andata, ma che ormai erano evaporate al ritorno. Evitabili e poco professionali, tra l’altro, anche alcune uscite a mezzo stampa, che rischiavano di avvelenare un ambiente nel quale non c’erano assolutamente nemici, ma solo tanti tifosi preoccupati di perdere un sogno che lui stesso, di concerto con la società, aveva costruito in questi anni.

I cicli hanno un inizio e una fine. Il calcio da sempre è così, altrimenti Sacchi sarebbe rimasto a vita sulla panchina del Milan, o Guardiola su quella del Barcellona. L’importante è capirlo con anticipo per non sporcare quanto di buono fatto fino a quel momento. E nonostante la brutta curva finale, mister Fabiano, così come questa società, rimarranno nella storia per essere riusciti lì dove avevano tutti fallito nei 20 anni precedenti.

Si è chiuso un ciclo, ora bisogna salvare la C per aprirne uno nuovo nell’era Colantonio, facendo tesoro dell’esperienza di quest’anno, così come avvenuto dopo il primo anno in serie D, salvando la categoria all’ultimo istante ai playout con l’Aversa. Proprio quella salvezza sofferta fu il trampolino di lancio per una cavalcata mostruosa nei mesi successivi. Così come allora, deve esserlo anche oggi.

Ad maiora Fabiano! Ad maiora Colantonio! Ad maiora Turris!