Il cambio di rotta tra Paganese e Avellino: la Turris è come quello studente che...

30.10.2020 10:31 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Fonte: Andrea Liguoro - Tuttoturris.com
Il cambio di rotta tra Paganese e Avellino: la Turris è come quello studente che...
© foto di Salvatore Varo

Ci si attendeva una reazione e la reazione è arrivata. La brutta Turris vista con la Paganese appartiene al passato (per dirla alla Fabiano), cancellata dalla squadra gagliarda che ha strappato un punto dalla difficile trasferta del “Partenio”, contro un Avellino lanciato verso le posizioni altissime di classifica.

Sono bastate quelle prime tre occasioni (purtroppo non capitalizzate) per capire che la lezione con la Paganese era servita. E poi… e poi, sotto di due reti, quel provarci fino alla fine, alla ricerca di un pareggio che sembrava insperato a metà secondo tempo. Il cuore, la volontà, l’abnegazione, il coraggio, la grinta, la “testa”: la Turris ha necessariamente bisogno di tutto questo per provare a giocarsela con qualunque avversario; in assenza, invece, può perdere con chiunque (Paganese docet). Perché sono proprio questi gli elementi che hanno permesso ai corallini di racimolare già undici punti sulla strada della salvezza; perché senza questi elementi, quel 2-2 al “Partenio” non sarebbe mai arrivato.

È un po' come a scuola: c’è lo studente intelligente che, conscio dei propri mezzi, si adagia ed ottiene risultati appena sufficienti o addirittura mediocri, il classico “suo figlio è intelligente ma non si applica”; c’è poi quello che non potrà vantare un’intelligenza altrettanto eccezionale, ma che con l’impegno e l’umiltà riesce ad ottenere grandi, se non addirittura grandissimi risultati.

La Turris non ha certo una squadra per vincere il campionato: la rosa è stata allestita per conquistare la salvezza, ma in ogni partita non dovranno mai mancare impegno ed umiltà per superare i limiti e raggiungere quanto prima l’obiettivo. Togliendosi anche qualche soddisfazione, come quella al “Partenio” o come quelle vittorie casalinghe. Fabiano è il tecnico giusto per trasmettere alla squadra questo carattere, il padre giusto che per il proprio figlio sa usare il bastone e la carota. Cuore, volontà, abnegazione, coraggio, grinta perché, per dirla alla Totò, “il giovanotto è studente che studia, che si deve prendere una laura... che deve tenere la testa al solito posto, cioè... sul collo”. La “testa”, appunto.