Scommesse: Stanleybet apre alla serie D. Nessuna novità, ma i rischi sono altissimi...
Dal 1 Settembre 2012, il terremoto Stanleybet International ha scosso il mondo degli scommettitori italiani. Dopo ben 10 anni di assenza forzata, dovuta ad un lungo contenzioso con lo Stato italiano dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, il bookmaker di Liverpool con licenza maltese, nello scorso Febbraio ha finalmente ricevuto dall’AAMS (L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) l’autorizzazione per il gioco online, cominciando parallelamente ad operare in regime di libera prestazione di servizi.
Il successo è stato pressoché immediato: le agenzie ‘’rosse’’ sono state letteralmente prese d’assalto in questi ultimi tempi. Alla base del boom, la varietà di sport, palinsesti ed eventi quotati, nonché l’elasticità totale nella giocata e nella puntata. Non a caso, qualche giorno fa, Stanleybet ha comunicato ufficialmente che dal prossimo turno di campionato sarà possibile, presso le proprie agenzie, giocare diverse partite di Serie D. La cosa, alle orecchie degli scommettitori un po’ più esperti, non risulta essere una novità, dal momento che quasi da sempre gli operatori di siti ‘’.com’’ quotano gli eventi domenicali della LND. Agli occasionali bollettari della domenica, invece, balzeranno agli occhi le quote di San Nicolò – Amiternina o di Deruta-Fiesolecaldine e di tanti altri match dei Dilettanti, tra i quali la stessa Turris, cosa che presso le agenzie Snai e Better non è mai stata possibile o tuttora non lo è.
RISCHI ALTISSIMI – Così facendo la serie D resterebbe terra di consumo per gli imbroglioni, visto che i controlli sono pari allo 0 sia sul doping che sulle giocate. Infatti, proprio in quei siti di scommesse in cui manca il monitoraggio di AAMS, le possibilità di combine aumentano notevolmente. Del resto è notizia di 3 giorni fa che Europol ha certificato almeno 380 partite truccate… Insomma, aprire le scommesse alla serie D potrebbe rivelarsi ben presto un vero e proprio suicidio dal punto di vista sportivo. Se infatti sono stati riscontrati match irregolari ad alti livelli, dove i giocatori guadagnano milioni di euro, figuriamoci nel panorama dilettantistico, dove i tentativi di combine sono già all’ordine del giorno… Un altro fattore che di sicuro non aiuta a riempire gli stadi.
