Ghirelli: "Ecco come cambierà la Lega Pro. Su minutaggio giovani, stadi, rose a 22..."

10.08.2020 15:12 di tuttoturris .com   Vedi letture
Fonte: Tuttoc.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ghirelli: "Ecco come cambierà la Lega Pro. Su minutaggio giovani, stadi, rose a 22..."

Una lunghissima chiacchierata per spiegare cosa ne sarà della Lega Pro. TuttoC.com ha intervistato Francesco Ghirelli, presidente della terza serie. Tantissimi gli argomenti trattati: dal pubblico negli stadi alle riammissioni e ai ripescaggi, dalle liste a 22 alla composizione dei gironi.

Le squadre retrocesse hanno tempo fino al 24 agosto per presentare domanda di iscrizione. E se ciò non avverrà?
“È molto semplice, si seguiranno le regole. Per semplificare: se una società, come è successo a Robur Siena e Sicula Leonzio, non presenta nulla, verrà sostituita tramite riammissione. Se invece presenta documentazione ma poi arriva una bocciatura, a quel punto scatterà il ripescaggio”.

Capitolo liste a 22. L’AIC ha criticato tale scelta definendola poco meritocratica.
“Mi domando: qual è il merito? Noi abbiamo predisposto uno studio scientifico sul passato campionato. E ci siamo accorti che, su una media di 25 giocatori tesserati per squadra, in realtà scendono in campo 21,75 calciatori. Il resto della rosa gioca mezz’ora o un’ora complessiva in tutto il campionato. Oltre i 22 giocatori, insomma, non gioca quasi nessuno”.

Con tanti turni infrasettimanali, però, c’è il rischio infortuni e, di conseguenza, una rosa corta.
“Si inizia tardi, per i motivi che sappiamo, e si finisce presto, causa Europei. Le date, purtroppo, non si possono modificare. Detto questo, analizziamo nel dettaglio la norma: ogni rosa è composta da 22 giocatori ma, in realtà, si può cambiare un portiere e siamo a 23. Poi si può cambiare in corso d’opera anche un infortunato: e siamo a 24. Si può fare un contratto a un 2001 e si arriva a 25. Sostanzialmente non abbiamo tagliato niente, considerando poi che ogni squadra potrà tesserare, a campionato in corso, tutti i propri giovani del vivaio che vorrà, in modo che nessuno potrà portarglieli via in corso d’opera”.

Non c’è la paura di tornare al passato, quando i giovani venivano utilizzati solo per far minutaggio e poi buttati via una volta over?
“Nessuno obbliga a schierare i giovani: se tu vuoi farli giocare, accedi al minutaggio, se non vuoi, niente minutaggio. In più se sei una società che ha 28 giocatori sotto contratto, puoi mantenerli. Il punto vero è che abbiamo proposto una valorizzazione dei giovani contenendo i costi. Forse ci si dimentica che in questi mesi c’è stata l’emergenza Covid-19. Se non contieni i costi saltano i club. Ripeto: non posso dire al ministro di rinviare il pagamento dei tributi e di darmi la Cassa integrazione altrimenti muoio e poi butto via 11 milioni di euro. E ricordiamoci che i lavoratori sono anche quelli giovani, questo è bene ricordarselo. È stato il provvedimento più complicato di questi anni, perché è normale che in sede di discussione vengano fuori le differenze tra società che hanno storie, blasoni e disponibilità differenti. Questo allo stesso tempo è il bello e il brutto della Serie C”.

Nel frattempo si torna a parlare di pubblico negli stadi.
“E’ un aspetto fondamentale. Il calcio, senza pubblico, è un’altra cosa. In più una grossa fetta dei bilanci dei club di Serie C è rappresentata dagli incassi al botteghino. E se il presidente di una regione come l’Emilia-Romagna, che è stata duramente colpita dal virus nei mesi scorsi, ha deciso di riaprire gli stadi con un numero limitato di spettatori, non vedo perché anche gli altri presidenti non debbano attivarsi in tal senso. Il tutto, ovviamente, se la curva epidemiologica non salirà e se la situazione un po’ preoccupante di questi ultimi giorni diverrà più tranquilla. La salute viene prima di tutto, l’abbiamo sempre detto e siamo stati i primi a chiudere quando ancora l’emergenza Covid non era esplosa. Però, con cautela e con il dovuto distanziamento, bisogna riportare la gente sugli spalti. Anche il DPCM in corso di presentazione va in tale direzione”.

Pochi giorni fa aveva detto che la situazione, in Serie C, era drammatica: senza credito d’imposta la Lega Pro non reggerà. Il Governo vi ha ascoltato: nel prossimo DPCM ci sarà.
“Una vittoria del Comitato 4.0, associazione nata dall’unione tra Lega Pro, leghe maschile e femminile di pallavolo, Lega Basket e la federazione d’atletica. Parliamo di una misura poco conosciuta ma fondamentale per la Serie C, perché serve a favorire le sponsorizzazioni. Riduce del 50% la tassazione di chi investe nello sport facendo da sponsor alle società, appunto. Il fatto stesso che il ministro dell’Economia, Gualtieri, ne ha parlato in conferenza stampa, ne fa capire l’importanza in tutto il mondo sportivo”.

Proviamo a parlare di calcio giocato. I prossimi gironi come verranno composti? Potreste tornare alla divisione Nord, Centro, Sud?
“Il mio sogno, che però non è applicabile visti i costi, è la creazione di gironi nazionali. Sulla difficoltà dei gironi, se guardo all'ultimo campionato, dico di fare attenzione a dire quali sono i gironi più complicati. La maggior parte dei commentatori e degli addetti ai lavori diceva che il Girone A era il più facile. Poi, però, su 4 società arrivate alle semifinali playoff due erano del Girone A. Tornando al presente, valuteremo i gironi tenendo conto che peserà molto la questione dei costi. Abbiamo ancora un po' di giorni per pensarci e lo faremo nel Consiglio Direttivo".

Comitato 4,0, riforme, futuro. Ma la Lega Pro, quante squadre avrà nei prossimi anni?
“Il mio più grande desiderio è che tutte le leghe e le componenti di FIGC si siedano intorno a un tavolo e, con un ragionamento di sistema, riformino il calcio italiano. Basta usare le riforme come arma polemica. La Serie C, in quest’ottica, dev’essere la Lega che forma quei giovani che poi arriveranno in Serie A. Nella sede di Firenze ho fatto appendere le foto delle ultime due squadre italiane che hanno vinto i Mondiali. Segnando quanti giocatori azzurri, tra Spagna ’82 e Germania 2006, avevano iniziato il loro percorso calcistico in Serie C. Per questo il numero delle squadre non è un problema: se qualcuno parla di numeri bluffa, la soluzione deve venire fuori da un ragionamento di sistema”.