TUTTO E' - Incognite su stadi, iscrizione, riforma e pandemia: ecco perché non decolla il mercato della serie C!

17.07.2021 13:21 di Vincenzo Piergallino   vedi letture
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TUTTO E' - Incognite su stadi, iscrizione, riforma e pandemia: ecco perché non decolla il mercato della serie C!
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© foto di Antonio Vitiello

Nonostante i pochi giorni all’inizio dei vari ritiri, sembra letteralmente ingessato il calciomercato della serie C, indipendentemente dai gironi. La finestra estiva è stata ufficialmente aperta il 1º luglio, ma finora i grandi colpi latitano lungo tutto lo stivale, salvo qualche sporadica eccezione rappresentata, ad esempio, dal Catanzaro, che è partito a razzo nell’allestimento della propria rosa.

Vari i motivi che sembrano giustificare questo eccessivo attendismo da parte dei club della terza serie. Il primo, rappresentano da una generale incognita economica. Infatti, il perdurare della crisi epidemiologica, non ancora sotto controllo, rende tuttora incerta la pianificazione delle entrate di botteghini e sponsor per la prossima stagione. Situazione che lascia presagire un calciomercato in cui non circoleranno grosse somme, fatto più di opportunità che di reali assalti, senza trascurare le difficoltà nel liberarsi degli elementi in uscita ma ancora sotto contratto con la società di appartenenza. Ecco perché molte società appaiono sul chi va là, pazientando per la classica opportunità qualità-prezzo. 

Da non sottovalutare, inoltre, il capitolo iscrizioni, con la momentanea esclusione di squadre insospettabili come Casertana e Paganese. Qualora il Consiglio Federale, al netto dei ricorsi, dovesse confermarne la bocciatura, si aprirebbe lo svincolo di tanti giocatori appetibili e tesserabili a parametro zero. Un’altra ragione in più per non bruciarsi tutte le fiches in anticipo. 

Infine, il rebus più pesante, che incombe come una spada di Damocle sulle squadre di Lega Pro, determinandone un apparente immobilismo, è la reiterata questione della riforma dei campionati. Sul punto, il numero uno della FIGC Gabriele Gravina non sembra disposto a dietrofront, tanto che ha allungato i tempi per ratificarla già questa estate, allungando al 31 luglio il termine per metterla nero su bianco: “Non volevo che a fine mese fosse accantonata un’altra stagione sportiva senza riforma: ho chiesto ancora trenta giorni per poter ragionare insieme e centrare l’obiettivo - avverte Gravina -. Se il consiglio federale non è in grado di assumersi le responsabilità delle decisioni, sarò io a convocare un’assemblea straordinaria e saranno le società a dettare i ritmi”. Una volontà precisa che trova l’appoggio anche di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro: “Qui c’è da guardare al futuro e non possiamo tergiversare, perché rischiamo di non trovarlo questo futuro se perdiamo questa occasione”.

Insomma, la sensazione è che effettivamente la revisione dei format possa essere approvata già nelle prossime settimane. E pur entrando in vigore dal 2022/2023, avrebbe degli effetti già dalla prossima stagione, dato che potrebbe obbligare le squadre ad arrivare tra le prime sette o otto della classifica per restare nell’attuale terzo livello calcistico nazionale (sia che continui a chiamarsi serie C, sia B2). Uno scenario che, se confermato, costringerebbe le società professionistiche a rivedere quasi totalmente le strategie di mercato, come rivelato anche dal patron della Vibonese, Alessandro Laricchia“La riforma dei campionati? Penso che avverrà già da quest'anno, lo vedo dal comportamento di altri presidenti che si stanno attrezzando in maniera diversa rispetto agli anni scorsi. Ovviamente, se così fosse, ci sarà da ridefinire alcune cose…”.