Turris, riprende la caccia allo stadio: filo diretto con Monopoli. Intanto Palomba difende l'Amministrazione: "Le stiamo provando tutte..."

20.07.2020 12:25 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Turris, riprende la caccia allo stadio: filo diretto con Monopoli. Intanto Palomba difende l'Amministrazione: "Le stiamo provando tutte..."

Trascorso un weekend senza grandi novità, per la Turris l’inizio della settimana equivale alla ripresa della caccia a uno stadio a norma per poter completare la domanda d’iscrizione al prossimo campionato di serie C (termine perentorio il 5 agosto, dietro pagamento di un’ammenda di 10 mila euro). Ad oggi, la principale sede nel mirino dei corallini è il “Vito Simone Veneziani” di Monopoli, tra le pochissime rimaste ancora consultabili dopo i tanti rifiuti piovuti dai confini campani e non. In tal senso, le prime sensazioni sembrano ispirare fiducia, ma visti i precedenti occorre estrema cautela prima di sbilanciarsi in verdetti, che comunque dovrebbero essere prodotti nel giro di massimo 48 ore.

A proposito di precedenti negativi sulla ricerca di un impianto alternativo, sul punto è intervenuto anche il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba: Le stiamo provando tutte, sia noi come Amministrazione Comunale che la stessa società, lavorando di pari passo ed in stretta sinergia. Purtroppo, non riesco a spiegarmi i tanti no incassati finora. Abbiamo e stiamo consultando tutte le sedi possibili, tra quelle a norma e quelle in regioni confinanti, ma pur trovando le disponibilità delle Amministrazioni, spesso e volentieri il diniego arriva dalla Prefettura relativa per motivi di ordine pubblico. Eppure, non è solo la Turris l’unico club che in questi anni ha richiesto, seppur temporaneamente, una sede alternativa, visto l’iter abbastanza corposo ed oneroso richiesto dalla Lega per rendere a norma l’impianto di appartenenza. Ad ogni modo, non demordiamo e continueremo a provare il possibile e finanche l’impossibile per risolvere questa situazione. In programma c’è anche un contatto con il Prefetto di Napoli e nello stesso tempo stiamo provando a ritentare opzioni che in un primo momento si erano rivelate indisponibili, come ad esempio Pagani. Tuttavia, non è detto che non ce la si faccia in tempo per ottenere la certificazione del sintetico, con la quale potremmo indicare da subito il Liguori. Anche in questo caso parliamo di una pura formalità, perché se il manto erboso che abbiamo ordinato rientra tra le tipologie indicate per le categorie professionistiche, incaricato ad una delle poche aziende specializzate del settore, è ovvio che l’omologazione non può che essere positiva…”.

Sulla questione relativa ai ritardi per la certificazione del sintetico, il sindaco Palomba tergiversa su quella che ai più è risultata una negligenza evidente da parte dell'ufficio preposto: L’Amministrazione è la prima interessata affinché la Turris si iscriva, avendo destinato una parte importante dei fondi pubblici sullo stadio. Lo dimostra il fatto che abbiamo già proceduto anche all’appalto sui sediolini, la cui installazione partirà fra pochi giorni, cosa che avremmo potuto fare anche più avanti, visto che la Lega ci ha dato tempo fino a febbraio. Un intervento imponente se consideriamo il fatto che le casse comunali sono sempre più prosciugate e le necessità della comunità sono tante, non solo in ambito sportivo. A differenza degli altri interventi già compiuti, che comportavano una serie di migliorie delle quali avrebbero beneficiato anche altre realtà sportive oltre alla Turris, la certificazione del sintetico comportava una spesa di 10 mila euro + IVA che avremmo potuto giustificare solo con l’effettiva promozione in serie C. E l’abbiamo sostenuta subito dopo il sopralluogo della Lega Pro al Liguori, durante il quale si è fatta una disamina dello stato di avanzamento dei lavori, su quello che era stato fatto e su quello che andava ancora fatto. Adeguare questo stadio ai numerosi criteri infrastrutturali richiesti della Lega, sia dal punto di vista economico ed amministrativo, non è una cosa assolutamente semplice per un comune. Gli interventi richiesti sono tanti e tutti purtroppo l’imprevisto è da mettere in conto, ma sfido chiunque a mettere in dubbio la nostra volontà”.