LA CASA DI CORALLO - Stagione n.5 (2018-2020): la Turris dell'era Colantonio. Un parco divertimenti a cielo aperto...

03.05.2020 06:33 di tuttoturris .com   Vedi letture
Fonte: Ettore Troia
LA CASA DI CORALLO - Stagione n.5 (2018-2020): la Turris dell'era Colantonio. Un parco divertimenti a cielo aperto...

La casa di corallo

(Quinta stagione/epilogo 2018-2020)

E’ la notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio 2018 e nella casa di corallo tutti cercano di riposare in vista dell’appuntamento del giorno dopo (Turris-Aversa, spareggio play out di serie D). Tutti, tranne uno. Antonio Colantonio si aggira da solo nelle stanze del suo cuore in cerca di risposte e soluzioni che diano sostanza al suo giovane e ambizioso progetto. E allora comincia a scrivere. 

COSE CHE DEVO FARE RIGUARDO ALLA MIA VITA:

1. Smettere di cercare risposte che non rispondono a niente.

2. Smettere di aspettare che cambi qualcosa senza avere parte concreta nel cambiamento stesso.

3. Fare in modo che la gente ricordi questo periodo per sempre.

4. Vincere questo maledetto spareggio e pensare in grande.

Quella notte scrive in un eccesso di frustrazione con una calligrafia da ricetta medica. Fortunatamente, però, il farmaco domenicale funziona e la Turris riesce ad evitare il dramma della retrocessione (2-0, reti di Roghi e Guarracino). E adesso davvero pensiamo in grande.

Programma triennale, capitolo secondo. Staff granitico al servizio della causa e i migliori calciatori di categoria. Aggiungere, infine, un allenatore da guerra (Franco Fabiano, subentrato a Grimaldi). Tutto per un sogno. Il primo ostacolo arriva subito e si chiama Bari, fresco di crac finanziario e ansioso di ritornare tra i professionisti. Per quanto ci piaccia raccontare favole a lieto fine, il Bari il campionato lo vince davvero ma la squadra corallina costruisce un parco dei divertimenti a cielo aperto sotto la guida del capitano Fabio Longo. Il segnale arriva proprio nella gara interna contro i pugliesi. Turris-Bari (1-0 Riccio) è il manifesto dell’era Colantonio, anche per ciò che verrà in futuro: con la progettualità, la serietà, la solidità e, in aggiunta, un pizzico di sana ambizione personale, nulla è impossibile.

Se finisci un campionato al secondo posto con tanto di vittoria dei play-off, migliorare può voler dire una sola cosa. Arriviamo così al presente del campionato 2019/20, girone laziale con la Turris dei record, nazionali e internazionali, lanciata verso la storia. Poi qualcosa si inceppa, ma il calcio stavolta non c’entra assolutamente nulla. Quella che irrompe nelle nostre vite è un’ epoca fatta di totale incertezza. Una pandemia mondiale che sembra quasi un progetto costruito per un’altra vita. Negli anni di esperienza calcistica che portiamo sulle spalle abbiamo spesso ironizzato sulla tragicomica condizione di ‘tifosi della squadra sbagliata’, andando alla ricerca del segnale che permettesse di venire a capo di tutta la questione.

Sarà la data di nascita? Quel 1944 tra eruzioni e conflitti mondiali? O, magari, sarà stato il sisma del 1980? Quando poi pensi di avere finito l’elenco, arriva, inevitabile, la resa dei conti finale: ‘e se fosse davvero colpa mia?’ . E dunque, trasportati dai pensieri, arriviamo ai nostri giorni e ad una situazione che sta cambiando cose, prospettive e persone. Parliamo anche in qualità di tifosi della Turris che, nella loro dimensione personale, fanno domande in cerca della risposta giusta, come chiunque altro, con una lista di propositi per questa notte che sembra non finire mai. ‘Vorrei riabbracciare i miei cari’, ‘mi piacerebbe uscire di nuovo con gli amici’, ‘vorrei che questo incubo finisse, per tutti’. ‘Vorrei poter tornare allo stadio, la verità. Mancava così poco’.  Allora abbracciamoci  come fosse dopo un gol, mettendo le mani tra presente e futuro, tra paure e speranze, cercandoci tutti in fondo al cuore. E, quando ci sentiamo soli, raccontiamoci una storia. 

Ettore Troia