Tutto E' - Turris alla Nuovarredo Arena: un altro modello esemplare per uno stadio all'altezza di una C ambiziosa...

20.11.2021 07:06 di Vincenzo Piergallino   vedi letture
Fonte: Tutto E'...Sport
Tutto E' - Turris alla Nuovarredo Arena: un altro modello esemplare per uno stadio all'altezza di una C ambiziosa...

Un avversario tosto in campo, ma un modello esemplare da imitare fuori dal rettangolo di gioco, soprattutto per quanto concerne l’aspetto infrastrutturale, storicamente una nota dolente per il calcio a Torre del Greco. Domani la Turris farà visita alla Virtus Francavilla nella “Nuovarredo Arena”. Così è stato recentemente ribattezzato l’impianto di Francavilla Fontana, alla luce della seconda e grande ristrutturazione realizzata questa estate. 

Restyling interamente a carico del suo presidente, l’imprenditore Antonio Magrì, che dopo aver ottenuto la gestione dello stadio per ben 15 anni attraverso il consueto bando pubblico, si è impegnato ad investire una cifra di circa 1.350.000 euro per renderlo fiore all’occhiello della terza serie e trampolino di lancio per campionati sempre più ambiziosi, intitolandolo proprio con il nome dell’azienda di famiglia, nonché sponsor principale del club. Infatti, la convenzione sottoscritta con il Comune prevede lo sfruttamento di tutti i diritti pubblicitari sullo stesso da parte della Virtus, a fronte degli investimenti che la stessa società si è impegnata a portare a termine.

Dal suo esordio in Lega Pro, ad eccezione dell’ultima stagione, la Virtus Francavilla ha centrato sempre i playoff, ma il traguardo sportivo spesso è risultato ostacolato da un’infrastruttura non all’altezza di determinati palcoscenici. Una situazione che vedeva più di un punto di contatto con la Turris, la cui crescita societaria non è assolutamente sorretta da quella impiantistica, dato che i programmi della proprietà si scontrano con l’immobilismo della politica e le lungaggini burocratiche ad essa connesse.

Ma proprio da Francavilla Fontana, città di 35 mila abitanti e con un bacino d’utenza nettamente inferiore a Torre del Greco, può arrivare l’input per sbloccare un’impasse che rischia di compromettere seriamente i progetti del presidente Colantonio. Il rinnovamento esponenziale del fu “Giovanni Paolo II” ne è un esempio emblematico: nel 2016, essendo assolutamente inadeguato per la serie C, non avendola mai ospitata, è stato oggetto (così come il Liguori) di quegli interventi basilari per non traslocare in un’altra città, vale a dire aumento della capienza dei vari settori per raggiungere il numero minimo consentito, rifacimento del terreno di gioco, nonché potenziamento dell'impianto di illuminazione e videosorveglianza. Lavori realizzati in condivisione tra la giunta comunale e la stessa Virtus Francavilla, concessionaria della struttura.

Tuttavia, tali interventi non hanno rappresentato un punto di arrivo per la città brindisina, consapevole che per alzare ulteriormente l’asticella sarebbe stato necessario un secondo step di migliorie, reso possibile proprio dalla maxi concessione dello stadio alla prima realtà calcistica locale, grazie alla quale la capienza è stata ulteriormente ampliata fino a 3.360 posti, con la realizzazione in tempi record di una Curva da 1500 posti con struttura metallica, tale da permettere un settore popolare (mancanza, ad oggi, grave nello stadio della Turris). 

Inoltre, in virtù della lunga concessione, nel prossimo biennio il presidente Magrì finanzierà altri interventi qualificanti per rendere lo stadio perfettamente in linea con le aspettative del club. E chissà che anche Torre del Greco, una volta per tutte, non si possa trarre ispirazione dalla città pugliese per rendere il professionismo un habitat stabile per la Turris e non soltanto una breve fase di passaggio, con il serio rischio di tornare nell’oblio che l’ha imprigionata per un intero ventennio.