Varie esclusioni nei Pro. Gravina: "Riforma indispensabile". Si lavora ad una A a 18 e una B divisa in due categorie...

16.07.2021 17:28 di Vincenzo Piergallino   vedi letture
Fonte: tifosipalermo
Varie esclusioni nei Pro. Gravina: "Riforma indispensabile". Si lavora ad una A a 18 e una B divisa in due categorie...
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La relazione della Covisoc non dà scampo al Chievo Verona, che ora rischia di sparire. I veronesi appesantiti dal debito con l’Agenzia delle entrate e dalla situazione finanziaria delicata. In C nei guai Novara, Carpi, Samb, Paganese e Casertana. I gialloblù e la Paganese ricorrono al Collegio di Garanzia.

Gravina: «Segnali che ci allarmano». Questo il titolo del Corriere dello Sport. L’articolo di Giorgio Marota sottolinea la mannaia della Covisoc ribadita dal Consiglio Federale che dopo 35 anni vede l’esclusione del Chievo Verona dai professionisti. Problemi seri dei veronesi con l’agenzia delle entrate con cui non avrebbe mai saldato completamente il debito oltre ad una situazione societaria molto preoccupante. Il club ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni che si esprimerà ad inizio settimana. Il Cosenza si è detto pronto a chiedere l’ammissione in B.

 In serie C 5 club rischiano di sparire e altrettanti sperano nel ripescaggio… E la scure della Covisoc (ribadita dalla Figc) ha coinvolto anche Carpi, Casertana, Novara, Paganese e Sambenedettese con situazioni difficilmente risolvibili. Il Gozzano ha rinunciato ed il suo posto andrà all’Fc Messina mentre per gli altri ripescaggi l’ordine dovrebbe essere Latina, Lucchese, Fidelis Andria, Fano, Rimini, Pistoiese, Siena e Arezzo.

Nel crollo del Chievo Verona si rintraccia tuttavia una tendenza frequente negli ultimi anni e cioè che chi scende dalla serie A spesso affoga. Preoccupato ed allarmato il presidente Gravina, che ritiene come la riforma dei campionati diventi indispensabile. Tra le idee che circolano c’è quella di una Serie A a 18 squadre, di una Serie B divisa in due categorie (B1 e B2) e di una terza serie più asciutta rispetto a oggi, conclude Marota nel suo articolo.