CLAMOROSO – Altro che tregua: il Comune chiude il Liguori. Palomba: "Lo stadio è un cantiere a cielo aperto..."

09.08.2019 14:11 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
CLAMOROSO – Altro che tregua: il Comune chiude il Liguori. Palomba: "Lo stadio è un cantiere a cielo aperto..."

Sembrava essere stata trovata una tregua tra la Turris ed il Comune per quanto concerne l’utilizzo del Liguori. Ed invece pochi minuti fa l’impianto di Viale Ungheria è stato clamorosamente sigillato con lucchetti e catene, privando di fatto la squadra corallina dello stadio per continuare i propri allenamenti. Un provvedimento che pare abbia lasciato esterrefatta la società, sia perché ieri c'era stato un incontro chiarificatore a Palazzo Baronale, sia perché alla stessa non è stata recapitata alcuna notifica. Vedremo quale saranno le ripercussioni nelle prossime ore, ma si preannuncia una vera e propria burrasca sulle sorti della prima realtà calcistica torrese, dato che il presidente Colantonio aveva minacciato addirittura di rinunciare al campionato qualora si fosse verificato uno scenario simile.  

Nel frattempo il sindaco Giovanni Palomba a mezzo stampa ha chiarito la propria posizione sulla questione Liguori: “Questa Amministrazione ha provveduto, per tempo, nei modi e nelle forme più opportune e consone - ma soprattutto - secondo i dispositivi delle vigenti normative in materia, ad ottemperare agli impegni assunti, dando un preciso e chiaro indirizzo politico. Abbiamo, infatti, previsto ed approvato, in consiglio comunale, lo stanziamento di una cospicua somma economica, pari a circa un milione di euro, per la riqualificazione e l’efficientamento dell’intero impianto sportivo, a partire dal rifacimento del manto erboso sino all’installazione dei nuovi sediolini, e, alla dotazione di un nuovo e migliore impianto di illuminazione, oltre ad altri importanti e necessari interventi strutturali in modo tale da rendere l’ Amerigo Liguori uno stadio idoneo anche ai campionati professionistici di calcio. Attualmente, lo stadio è in fase avanzata di lavori ed è assimilabile ad un autentico cantiere a cielo aperto, per il quale bisogna attenersi alle indicazioni tecniche individuate dai dirigenti e dagli esperti del nostro comune. Mi sembra ovvio, in una tale condizione, garantire innanzitutto la sicurezza e l’incolumità delle persone e dei giocatori, assumendo tutti i provvedimenti necessari. Apprendo, invece, dai giornali, con dispiacere, inutili provocazioni e una inutile strumentalizzazione – oltretutto non giustificata – considerato che tutti stiamo lavorando, con solerzia e rapidità, nell’unico e comune intento di dotare la città di Torre del Greco di uno stadio che sia degno di tale nome e che sia agibile e in piena linea con le disposizioni normative”.