Serie D, la capolista Mantova avverte: "No al campionato nullo se non si potrà continuare..."

12.03.2020 11:11 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Fonte: tratto da LaVocediMantova.it
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Serie D, la capolista Mantova avverte: "No al campionato nullo se non si potrà continuare..."

Il Mantova, come tutte le società sportive, s’interroga sul proprio futuro. Quando, e soprattutto se, si tornerà a giocare sono le domande chiave, al momento sospese nel vuoto. Come sospesa è la condizione degli italiani, in queste ore sempre più drammatiche. Il calcio, e lo sport in generale, rappresentano ovviamente l’ultimo dei problemi. Ma, se non altro perchè coinvolgono migliaia di lavoratori, attendono anch’essi risposte. Il Consiglio Figc di ieri ha aggiornato tutti al 23 marzo quando, in base all’evolversi dell’emergenza sanitaria, si deciderà cosa fare. In caso di ulteriore stop al campionato, le alternative sarebbero quelle della non assegnazione o dell’assegnazione del titolo in base alla classifica di oggi. Ogni decisione sarà presa dalle singole Leghe entro il 23 marzo.

Il vicepresidente del Mantova Gianluca Pecchini ha le idee chiare su quale sia la soluzione più equa: "Due le strade a disposizione per la Serie D: riprendere il campionato a fine aprile, dopo 2-3 settimane di allenamento e a patto che l’allarme coronavirus sia rientrato; oppure, nella peggiore delle ipotesi, congelare la classifica all’ultima giornata disputata e, in base a quella, stabilire promozioni e retrocessioni. Personalmente spero nella prima: il tempo per recuperare ci sarebbe, giocando ogni domenica e mercoledì e chiudendo a giugno. Ma, nel caso non fosse possibile, la seconda via mi sembra la più equa e giusta: due terzi di campionato si sono giocati e la classifica fotografa chiaramente i valori espressi. È in base a questa che si dovrebbero decretare i verdetti. Non lo dico riferendomi solo al Mantova. Penso anche al Benevento, che in Serie B ha 20 punti di vantaggio sulla seconda; o al Monza in C che ne ha 16. Vanificare gli sforzi di queste squadre, cancellando quanto hanno ottenuto fin qui, non sarebbe un esempio di meritocrazia".