Venerato: "Poker d'altri tempi al Liguori. Da Canè a Longo, storie di eurogol corallini..."

19.11.2018 07:30 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Venerato: "Poker d'altri tempi al Liguori. Da Canè a Longo, storie di eurogol corallini..."

Poker servito al Castrovillari: gara d’altri tempi corredata da goal, arabeschi ed emozioni. Longo ha elargito agli astanti un numero da circo, quasi epigono dell’icona che campeggia da lustri sulle figurine Panini: una rovesciata alla Parola (ex campione della Juve anni 40-50). 2 sombrero prima di liberarsi verso il cielo e lambire il paradiso, griffando una cinematografica remuntada.

Ho avuto la fortuna di vivere insieme ad altri miei concittadini tanti bei goal corallini. Perle balistiche scolpite nell’anima. In fondo, affermava Oscar Wilde, la memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé. Il primo eurogoal che ricordo mi porta ad un nostro concittadino. Parlo di Salvatore Sorrentino, detto Canè per quella carnagione olivastra, un po’ scura in estate, e quel naso schiacciato che ricordava l’ex ala del Napoli e suo allenatore corallino alla fine degli anni 70. Ero a bordo campo grazie ai buoni uffizi di Ciro, figlio del mitico Ciccio Di Franco (abbraccio entrambi), storico magazziniere, e vissi da vicino quell’attimo fuggente di una carriera che sembrava in discesa, salvo poi rivelarsi in salita. Subentrò in corsa d’opera contro il Chieti. Sbloccò la gara con una giocata di foggia Maradoniana: saltò avversari come birilli, prima di depositare la palla in rete. Il massimo per un debuttante nato a Torre del Greco. Io ero affezionato a Salvatore, grazie a Ciro frequentavo spesso il Liguori, assistendo anche agli allenamenti della formazione Beretti. Sasà era il leader di quella fertile nidiata.

La Turris ha avuto fior di tecnici nel settore giovanile a cavallo tra gli anni 70 e 90. Dante Portelli, Nino Scarfato, il biondo Sorano, Mario Schettino, Antonio Merolla ed il suo quasi omonimo Gianni Mirolla, Giulio Lopez. Il povero Scognamiglio, che abbinava il campo all’attività sindacale legata all’Associazione Allenatori (poi diretta alla grande anche da Nino Scarfato: uomo e tecnico da 10 e lode).

Arriva dal settore giovanile anche un certo Franco Fabiano, eroe moderno della rinascita torrese. Numeri che non ammettono commenti, solo peana: 6 vittorie e 2 pareggi in 8 gare. La Turris griffata Fabiano ha macinato più punti della corazzata Bari. Senza dimenticare quel maledetto -2 in graduatoria, figlio della precedente gestione. Colantonio aveva promesso una stagione da protagonista: promessa mantenuta. Peccato per la presenza del Bari, club fuoriquota per storia e forza economica. Ma condivido appieno le parole del patron: meglio pensare solo a se stessi e macinare punti, pronti ad approfittare di ogni singolo passo falso dei pugliesi.

Le immagini dell’eurogol di Longo, che passano su Facebook, fanno da contrasto a quelle andate in onda pochi giorni prima sui tg nazionali. Mi riferisco alle tristi foto dei rifiuti bruciati, dei roghi incendiari che inquinano l’aria e devastano l’immagine della città del corallo. Spero che magistrati e forze dell’ordine facciano chiarezza sull’accaduto, consegnando alla giustizia i responsabili. Il resto spetta alla politica, regionale e nazionale, assente da anni sul tema. Fino ad oggi ho visto sempre toppe, mai rimedi al problema. E non credo sia stato un caso. Che prevalga la linea legata agli inceneritori o quella di una più vasta e seria raccolta differenziata non mi appassiona: basta che si risolva questa annoso problema. Fa il paio con le altre mille cose irrisolte in città. Dirigevo il tg Torre agli inizi degli anni 90 e mi occupavo della Cittadella della Sport. Mai sorta dopo lustri. Un esempio: potrei farne tanti altri.

Nel frattempo Torre si è spopolata, perdendo commercianti, artigiani, imprenditori e uomini di cultura. Tra le poche cose belle resta la Turris. Difendiamola, irrorandola di bene. Si sa: l’amore è il fiore della vita.

Ciro Venerato

Capo Servizio Rai