Venerato: "Buon Natale Turris. Ci hai ridato la possibilità di sognare..."

24.12.2018 11:50 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1670 volte
© foto di Federico De Luca
Venerato: "Buon Natale Turris. Ci hai ridato la possibilità di sognare..."

Buon Natale Turris, vecchio amore mai sopito. Ti porto dentro da 51 anni. Il primo vagito era già dedicato a quei magici colori: rosso corallo. Erano nel mio destino.

Mio padre Antonino (un grande uomo che mi ha permesso di realizzare il sogno da bambino. Incorraggiandomi, mai deprimendomi: grazie papà) lavorava sulle mitiche barche coralline. Pescava corallo in giro per lo stivale prima di essere assunto dalla Tirrenia Navigazione. Simbiotico il feeling con quella squadra: faceva il paio con lo sconfinato amore che provavo, provo, e proverò per Torre del Greco. E’ una città splendida: il mare ai suoi piedi, il Vesuvio alle spalle. Lo “sterminator vesevo“ di cui si innamorò un certo Leopardi.

Buon Natale Turris, ti sei regalata cinque perle sotto l’albero, coincise con lo stop interno del Bari. Sognare non costa nulla. Ma da anni non si respirava un clima simile. Mi rivolgo anche ai tanti corallini d’esportazione (come il sottoscritto): siamo tutti felici perché almeno ci è concessa la possibilità di sperare: un lusso che da lustri non ci era permesso.

Penso a come sarebbe fiero il mio amico fraterno Vincenzo Strino: nel giorno del suo Memorial sarà bello rivedere visi sereni. Vecchie glorie che indosseranno con gioia la maglia rosso corallo che grazie a Colantonio e Fabiano ha recuperato la sua atavica credibilità.

Franco Fabiano merita elogi e peana. Epinici degni di Omero. La squadra gioca anche bene, non si limita solo a vincere. Un tema a me molto caro. Da anni lotto per un calcio italiano diverso, che esalti la qualità e non si limiti solo alla quantità. Non si offenda Giampiero Boniperti, ma la sua massima di vita “vincere è l’unica cosa che conta” mi troverà sempre contrario. Nella vita e nello sport conta anche il “come” si vince. Io sono fiero di aver conosciuto, sponsorizzato e appoggiato Maurizio Sarri. Ha costruito il più bel Napoli della storia. E fra 30 anni esperti e addetti ai lavori ricorderanno il suo calcio, non gli scudetti di Allegri. Così come oggi ricordiamo il calcio di Sacchi e Guardiola, non quello di Trapattoni o Mourinho. Io tifo per le emozioni, lascio agli altri gli “almanacchi”. Tifo per gli indiani, mai simpatizzato per i cow boy. Non inseguo il consenso forzato: mi basta la stima di chi stimo. Non pretendo condivisione, punto al  rispetto. Non chiedo di essere amato, mi sforzo di essere credibile e coerente.  

Anche Torre ha avuto un demiurgo del calcio, finito dritto nei libri di storia: Corrado Viciani, il teorico del “gioco corto”. La sua Ternana non vinse scudetti ma quasi tutti gli allenatori degli anni 80 e 90 l’hanno studiata a Coverciano. A Torre visse una fugace ma intensa esperienza. Io lavoravo a Tele Torre e Radio Betania e lo frequentai con grande interesse. Ero un giovincello alle prime armi, innamorato perso di una Maria Rosaria bella come il sole. Ma i suoi occhi scuri facevano il verso alla luna. Quante lacrime per lei.  

Piaceva anche al povero Viciani. Un giorno me lo disse: “Complimenti per la scelta, è davvero bella”. Finì poco dopo, ma in compenso mi rimase in dote suo fratello Ciro (ogni illuminato professionista di Sky). Un amico di origine controllata, un uomo semplicemente splendido. Ho smarrito un cognato, ho scoperto un fratello adottivo.

Il toscano era diverso da tutti gli allenatori che avevo conosciuto. Leggeva Montanelli (era di idee liberali) e non i quotidiani sportivi. Uomo colto e di spessore. ma gli anni si facevano sentire e spesso non rammentava i nomi dei suoi giocatori. Marco Fida lo chiamava “Mancini”. Gli ricordava le giocate del Roberto nazionale.

Fabiano ha trasmesso la voglia di giocare a calcio ai suoi ragazzi. In primis perché lo sa insegnare, poi perché ha da sempre professato idee progressiste. Non si limitava  a gestire, sapeva osare. Prosegua il percorso. Caro Franco ricordati che: “il coraggio non può essere contraffatto: è una virtù che sfugge all’ipocrisia”. Lo affermava un certo Honorè De Balzac.

Cara Turris, tieni per te le tue paure, ma condividi con gli altri il tuo coraggio. Si pò essere primi pur arrivando secondi.

Buon Natale Turris. Porta con te il mio cuore. Non è vero che l’amore è cieco: è solo presbite. Più ci si allontana, più si vede chiaro.

Ciro Venerato

Capo Servizio Rai