Un anno di Turris: dalla salvezza di Picerno al grande flop del nuovo corso...

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 732 volte
foto dopo Picerno
foto dopo Picerno

Si chiude un altro anno non banale per le sorti della Turris. Un 2016 caratterizzato dalla paura di Picerno, con una salvezza rimediata all’ultima giornata, e dal grande flop della Turris dei big nel nuovo corso, quella costruita per puntare prepotentemente al ritorno in Lega Pro nel terzo anno della gestione Giugliano.

GENNAIO ILLUSORIO - Il racconto dell’anno comincia dal primo mese del 2016. E’ un gennaio dal sapore ingannevole per la Turris, che dopo un girone al di sopra delle aspettative, chiuso fuori dalla zona playout nonostante una rosa giovane e costruita con limitate risorse, riesce addirittura a portarsi a ridosso dei playoff, distanti ad un certo punto solo 3 lunghezze grazie alla rete di Pappadia nella vittoria in trasferta col San Severo. Un gol che qualche mese dopo si rivelerá invece fondamentale per raggiungere la salvezza, proprio a discapito dei pugliesi.

IL CROLLO - In un primo momento la Turris non sembra soffrire la partenza di Yeboah, ceduto al Taranto e bilanciato dagli innesti di Lordi e Sperandeo. Ma proprio dal post San Severo ha inizio invece il crollo dei corallini, che perdono gradualmente posizioni sia per una serie di infortuni che per il calo di alcuni suoi uomini chiave, su tutti Tarallo, trascinatore indiscusso nel girone d’andata.

LA GRANDE PAURA - La Turris fatica a risollevarsi in classifica e arriva all’ultima giornata ancora con la salvezza in dubbio. Si decide tutto a Picerno, contro una compagine giá retrocessa ma comunque caricata a dovere dal pittoresco mister Arleo in settimana, che minaccia denunce alla Procura Federale in caso di “atteggiamenti strani” da parte dei suoi uomini. La Turris, a pari punti con San Severo al sestultimo posto ma in vantaggio negli scontri diretti, a 90 minuti dalla fine deve fare meglio dei diretti concorrenti per evitare l’inferno dei playout. Solo una vittoria permetterebbe alla Turris di salvarsi matematicamente senza curarsi della sorte altrui, ma il primo tempo di Picerno è da film horror. I lucani chiudono la prima frazione in vantaggio e all’inizio della seconda sono giá sul 2-0. La momentanea vittoria del San Severo in quel di Bisceglie sembrerebbe condannare i corallini ai playout, ma quando tutto sembra ormai scritto ecco l’esito che non ti aspetti. La Turris trova almeno il pari ma il grande aiuto arriva da Bisceglie dove i neroazzurri, che proprio due settimane prima chiusero in rissa il match con i corallini (dalla quale scaturì poi anche il Daspo al presidente Giugliano), ribaltano il risultato con il San Severo e permettono agli uomini di Baratto salvarsi, seppur con qualche patema di troppo.

L’ENTUSIASMO ESTIVO - Una volta ottenuta la permanenza in D, come da programma nel secondo anno sotto la presidenza Giugliano, la societá promette alla piazza una rosa in grado di lottare per la Lega Pro. Lo stesso club si rinforza con l’ingresso in societá di Mascolo, Scarlato e del torrese Colantonio, al quale viene affidata la gestione del settore giovanile. I tifosi cominciano a crederci con i primi colpi di mercato, tutti roboanti: da Picci ad Evacuo, passando per Danucci, Di Girolamo ecc.. L'organico sulla carta è di ottimo livello, costituito da tutti giocatori che nel passato recente hanno giá vinto vari campionati. Si genera così un entusiasmo contagioso in cittá, che fa segnare un numero di abbonamenti (432 per la precisione) e di sponsor locali senza precedenti.

IL GRANDE FLOP - Sembrerebbero esserci tutte le premesse per un campionato di grandi soddisfazioni, ma le prime crepe si intradevono presto. Nonostante un inizio tutto sommato positivo, caratterizzato da 3 vittorie e una sconfitta, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia con la Nocerina la societá decide di cambiare allenatore, esonerando Baratto, reo di non aver dato un gioco convincente alla squadra e di aver esagerato nel turnover contro i molossi. Al suo posto viene ingaggiato Giacomarro, tecnico navigato e dal curriculum prestigioso, che però non riesce a dare una sterzata alla Turris, facendo peggio del suo precedessore. La Turris perde terreno dalla vetta e dopo il ko casalingo col Gladiator il club fa dietrofront, licenziando il tecnico siciliano e richiamando Baratto. Il suo ritorno coincide con 3 vittorie di fila, che riaccendono le speranze dei tifosi, ma si tratta soltanto di un fuoco di paglia. Durante il mercato di riparazione la Turris cambia totalmente volto, con le partenze di De Gol, Evacuo, Picci, Palumbo ed Imparato, bilanciate dagli arrivi di Maraucci, Tedesco, Danti, Gallozzi, e Improta. Ma nonostante ciò l’ultimo mese del 2016 è da incubo, con i corallini che racimolano un solo punto, finendo a -12 dal primo posto. Un divario troppo netto, che spegne i sogni di gloria della piazza e chiude l’annata con un senso di amarezza e rassegnazione, con la concreta sensazione di una stagione giá da archiviare con troppo anticipo...