Scordiamoci il Bari, ma la vera Turris non può essere questa: c'è un investimento da tutelare...

19.09.2018 12:50 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1546 volte
Scordiamoci il Bari, ma la vera Turris non può essere questa: c'è un investimento da tutelare...

La prima giornata è un po' come il biglietto da visita di una squadra in vista del campionato. Ti attribuisce un'etichetta, dà agli altri la dimensione di cosa devono aspettarsi da te. In tal senso Bari e Turris rappresentano le facce opposte di una stessa medaglia. Entrambe si sono rivelate le maggiori sorprese di questo primo turno. Il Bari in chiave positiva, ma nessuno si aspettava (o sperava) che vincesse con tale superiorità e facilità in una delle trasferte sulla carta più ostiche della stagione e teoricamente contro un'antagonista per il primato; la Turris in chiave negativa: l'incidente di percorso a Roccella poteva anche materializzarsi in determinate condizioni, ma non in maniera così fragorosa.

La delusione in casa biancorossa è stata forte e non poteva essere altrimenti. Tanto che subito sono sorte le domande del tipo "Forse è stata sopravvalutata la squadra?" o "Siamo sicuri che si possono nutrire determinate ambizioni?". Domande lecite ma che non possono trovare risposte in queste momento, se non quelle dettate dalla rabbia per il risultato, sicuramente poco oggettive. Sono pur sempre 90 minuti e serviranno altri test per capire la reale forza di questa squadra, che tuttavia non può essere quella che ha rimediato 4 schiaffi a Roccella.

E nemmeno la dimostrazione di forza del Bari, che di questo passo rischia di fare seriamente la corsa su sè stesso, può essere un alibi per la stagione che verrà. Il Bari potrà anche vincerlo con largo anticipo questo campionato, dato che la sua rosa è indubbiamente superiore alle altre, ma se ragionassimo per gli investimenti sostenuti la Turris allora probabilmente dovrebbe arrivare seconda o terza, nemmeno tra le prime 5 come sostiene il presidente Colantonio.

Sarebbe cosa saggia dunque scordarsi per il momento il Bari, del quale si è parlato troppo finora, forse così tanto da distogliere la stessa attenzione della squadra sulle altre avversarie. Lasciamo perdere slogan del tipo "Vogliamo giocarcela col Bari", "E' il Bari che deve preoccuparsi di noi" e corbellerie simili, che rischiano solo di minare l'entusiasmo della piazza e condizionare gli stessi giocatori.

La Turris deve pensare a rendere per quello che vale, il che non dovrebbe essere poco visti i nomi che figurano nella rosa. Tolti i pugliesi, sulla carta non sembrano esserci e non dovrebbero esserci altre squadre nettamente superiori ai corallini. Vietato dunque pretendere che si vada oltre le proprie possibilità, ma quanto meno rispettare le proprie plausibili potenzialità.  I corallini devono fare il proprio percorso e non avere la presunzione di sottovalutare alcun impegno, Coppa Italia inclusa, che grazie alla sua formula snella permette di arrivare in fondo senza troppe partite.

Troppo generico e fuorviante parlare di "campionato di divertimento": c'è un investimento da tutelare, quello importante sostenuto dal presidente Colantonio, forse il più ingente delle ultime gestioni societarie. Bisogna arrivare il più in alto possibile, perché a fine anno la posizione di classifica potrebbe essere determinante se si materializzasse l'opportunità di un ripescaggio (che alla fine, checché se ne dica, ogni anno viene effettuato).

Insomma, guai a piangersi addosso, oltre il Bari c'è di più. Anche perché solo facendo il proprio dovere, un domani si potrà dire di aver avuto la sfortuna di aver trovato nel proprio girone una delle squadre più forti di sempre in serie D...