La vittoria della Turris, la vittoria di Torre del Greco!

04.02.2019 19:10 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1960 volte
La vittoria della Turris, la vittoria di Torre del Greco!

Vada come vada, finisca come finisca questo campionato, la Turris una vittoria importante l’ha già ottenuta. Prim’ancora che la Turris, ieri a vincere nella giornata del grande evento, contro l’attesissimo Bari, è stata la città di Torre del Greco, che in diretta nazionale ha mostrato ancora una volta una passione ed un attaccamento che nel corso della sua storia calcistica avrebbe probabilmente meritato più gioie. Se su Youtube la piazza corallina veniva ricordata per la grande affluenza registrata nel match con la Sassari Torres di qualche anno fa, ora sarà ricordata per il tifo incessante, ricco di calore e colori, ritratto da DAZN contro il Bari, quest’ultima forse la compagine più importante del Sud Italia dopo Napoli.

Giustamente tanti anni di Dilettanti hanno un po’ sbiadito l’immagine di una piazza che comunque nei suoi lunghi trascorsi nei i Professionisti si era meritata il rispetto e la stima di tanti avversari importanti, che avevano sempre ricordato con curiosità ed un pizzico di simpatia quel catino situato nella strettoia di Viale Ungheria. Uno stadio forse fatiscente, angusto e vetusto, ma proprio per la sua conformazione e ubicazione dotato comunque di un certo fascino, come lo si è visto ieri. Non a caso un certo Beppe Materazzi, in una recente intervista, aveva rivelato di ricordarsi ancora del Liguori, soprattutto per il fatto che in quel campo si sentiva tutto e di tutto per la forte vicinanza tra gli spalti ed il terreno di gioco. Ed in effetti, i 4 mila cuori corallini accorsi ieri, anche in diretta Tv hanno dato la sensazione che il match si stesse disputando in una fossa di leoni. C'era la percezione che ci fossero ancor più persone di quelle effettivamente presenti.

Questo per dimostrare che Torre del Greco, nonostante il declino fisiologico che ha colpito tante nobili piazze del calcio minore negli ultimi anni, merita ancora un posto nel professionismo, quasi “ad honoris causa”. Merita ancora di poter assaporare con più frequenza giornate simili a quelle di ieri, come potrebbe essere il rivivere certi derby campani o affrontare altri bacini d’utenza importanti, permettendole tra l’altro una visibilità enorme oltre i confini nazionali e, perché no, di conquistare nuovi giovani tifosi.

Notizia dunque confortante in primis per il presidente Colantonio, il quale ha avuto la conferma che, se fatto calcio in un certo modo, come sta facendo dal primo giorno del suo insediamento, questa città può starci alla grande nel calcio che conta e regalare grandi soddisfazioni. Notizia che invece deve fungere da stimolo per le istituzioni, che dopo aver assistito alla festa di ieri pomeriggio dovrebbero una volta per tutte dedicare alla Turris le attenzioni e le migliorie che necessita, essendo il calcio l’unica attrattiva e fonte di rilancio rimasta in questa città piena di problemi ma che non ha assolutamente intenzione di mollare. 

Oltre alla vittoria della città, come detto, è stata ovviamente la vittoria di una squadra, “la prima degli umani” nel girone I guidata saggiamente dall’esperto condottiero Fabiano, contro un avversario che con la serie D non ha nulla a che fare. Un’impresa dai contorni eroici, se si considera il fatto che alla Turris mancavano anche due uomini chiave come Aliperta e Longo, contro giocatori che fino a pochi mesi fa militavano in B. Ma la fame, la sete di vittoria, la voglia di rivendicare l’ingiustizia subita con l’illogica presenza del Bari nel raggruppamento siciliano, hanno avuto la meglio sui quotati galletti, che hanno pagato invece la sindrome da braccino corto, limitandosi al compitino quando avevano la partita in pugno.

Il fatto che il gol decisivo sia stato poi siglato da Riccio non è un caso. Arrivato nel mercato dicembrino, il suo acquisto non sembrava indispensabile, visti i tempi non lunghissimi per il recupero di Di Nunzio e la presenza di un altro centrale difensivo come Lagnena. Ma il suo ingaggio ha lanciato nell’ambiente un segnale importante, quello di una società che, nonostante un Bari che stava stracciando il campionato, non voleva affatto alzare bandiera bianca, così come la sua gente.

Oggi il Bari non sembra più lontanissimo come prima e se esiste una giustizia calcistica divina, alla fine meriterebbe proprio la Turris di vincerlo questo campionato per quanto fatto finora. Forse basterà, forse no. In ogni caso Torre del Greco e la Turris hanno già vinto…