L'editoriale di Venerato su Bari-Turris: domenica speciale per Torre, tra sacro e profano...

12.10.2018 12:43 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1261 volte
L'editoriale di Venerato su Bari-Turris: domenica speciale per Torre, tra sacro e profano...

Domenica a tinte forti per la mia città natale. Come sempre si confondono sacro e profano, ma spesso i due opposti si attraggono, uniti dal comune denominatore delle emozioni. Unica certezza: per la città del corallo il 14 ottobre non sarà una domenica come le altre. Anzi, per tutti i torresi: anche per quelli che come me vivono lontano per motivi di lavoro e grazie a questo sito sono sempre aggiornati sulla squadra del cuore. Mi fa piacere sapere che il Beato Vincenzo Romano diventerà Santo. Ve lo dice un laico impenitente. Da ragazzino, grazie all’educazione cattolica ricevuta dai nonni e genitori, andavo tutti i giovedì a via Piscopia. Era il giorno in cui si rendeva omaggio al beato, all’interno della sua casa. L’ho frequentata per tanti anni: anche da adulto. Mi riportava ai miei affetti più cari, che purtroppo ho perduto, ma al tempo stesso elargiva serenità. Non posso dire con certezza se il Beato ascoltava davvero le mie suppliche, ma so che mi ha fatto stare bene anche in momenti bui. E suppongo sia stato così per tanti miei concittadini. Le religioni, qualsiasi esse siano, hanno comunque questo grande pregio: leniscono i dolori, allenano la speranza, aiutano i più deboli. Sponsorizzano la solidarietà, un termine che per molti oggi è desueto. Prevale l’egoismo sociale, il rifiuto verso l’altro. Soprattutto per chi arriva da lontano.

Il Beato Vincenzo Romano resta un’icona di Torre del Greco: quindi farà piacere a tutti, anche agli atei, questa sua “promozione” vaticana. Il resto, sono sincero, non mi appartiene. Io so di non sapere: e la fede, scriveva Montanelli, non si compra al supermercato. Resto tra color che son sospesi. Ma questo non mi impedisce di aiutare i più deboli: chissà se tutti i cattolici seguono i consigli di Papa Francesco. Che stimo come capo di stato, visto il mio pensiero laico.

Lasciando il sacro, passo al profano. La Turris è ospite del Bari di Aurelio De Laurentiis. La squadra della mia città sfida il patron del Napoli, club che amo dalla tenera età (ho avuto solo 2 amori pallonari: Turris  e Napoli). Una sorta di derby. Ma in questo caso saprò bene chi sostenere. Sulla carta pugliesi strafavoriti: sono in serie D ma hanno un team buono già per la B. Lo sappiamo. Ma rivedere le maglie rosso corallo al cospetto di una squadra importante e in uno stadio degno di tale nome fa bene al cuore. Non si offenda nessuno ma il sottoscritto ha seguito la Turris (per lavoro dopo, e da tifoso prima) a Reggio Calabria, Pisa, Lecce, Foggia ed in tante altre piazze degne di tale nome. Gli avversari di oggi nella migliore delle ipotesi venivano al Liguori per le amichevoli del giovedì!  Rivedere l’undici di Fabiano (torrese doc) al cospetto di un team di elevato lignaggio, per giunta in diretta su Dazn, mi fa felice. Per almeno 90 minuti dimenticherò dove è finita la squadra della città del corallo. Da 18 anni vivo un incubo: ma davvero la Turris non gioca in C? Altre piazze campane hanno avuto la gioia di vivere la B: non comprendo perché ad una realtà come la nostra non sia possibile industriarsi almeno in C.

Per quanto riguarda De Laurentiis c’è ben poco da dire: è un manager che sa dove mettere le mani. Non ho mai lesinato critiche su alcune sue uscite lessicali, basta andare su Google, ma non posso non riconoscere la sua  bravura. Ha riportato il Napoli a livelli immensi pur non avendo il fatturato della Juve. Sono certo che anche a Bari farà bene: in un paio di anni rivedremo i galletti in serie A. Non ho dubbi. Aurelio può stare anche antipatico, ma merita, se non affetto, almeno stima e peana. Spero che il patron Colantonio, nel suo piccolo, possa fare il verso al produttore cinematografico nei prossimi anni, riportando la Turris nei quartieri alti del regno di eupalla.

Bari-Turris sulla carta non ha storia. Ma chissà, il sacro e il profano potrebbero per una domenica incrociarsi. Magari da lassù avranno un occhio di riguardo per la città natale del nuovo Santo…

 Ciro Venerato