Il dietrofront del buon senso: ora equilibrio e zero eccessi per mettere fine al caos...

19.12.2017 10:53 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Il dietrofront del buon senso: ora equilibrio e zero eccessi per mettere fine al caos...

Una rivoluzione durata un mese ma senza frutti. Il 13 novembre la Turris ufficializzava l'ingresso di Pasquale Costagliola come nuovo direttore sportivo, figura incaricata da Colantonio per dare inizio alla fase 2.0 della sua gestione. Una fase durata solo 4 settimane, contraddistinta da un ribaltone nello staff tecnico e circa 10 innesti, che però non hanno permesso alla compagine corallina di chiudere il girone d'andata lontano dai bassifondi della classifica.

UN DESTINO GIA' SCRITTO - Una scelta, quella di prendere Costagliola e di riflesso Potenza, che a posteriori si è rivelata fallimentare, ma in realtà si trattava purtroppo di uno scenario preventivabile. Si percepiva che il cambio di allenatore potesse comportare dei rischi altissimi, sia per come era maturato l'esonero di Carannante, sia perché le prestazioni della Turris durante la sua gestione lasciavano comunque intravedere un lavoro importante alla base, da ritoccare sicuramente con degli acquisti concordati ma non da azzerare totalmente, come poi invece avvenuto. Si sapeva che Potenza, in virtù di ciò, non avrebbe trovato un ambiente facile e che solo dei risultati positivi nell'immediato avrebbero potuto raddrizzare un cammino iniziato per lui già in salita. Purtroppo non solo i risultati non sono arrivati, al di là dell'illusoria vittoria con la Fulgor, ultima in classifica, ma nelle ultime settimane la Turris ha mostrato una involuzione anche sul piano del gioco e dell'organizzazione, nonostante dei rinforzi che hanno oggettivamente aumentato il valore della rosa. Forse c'era bisogno di tempo, ma lo stesso Potenza era consapevole di essere finito in una situazione dove si sarebbe dovuto giocare tutto e subito.

IL MEA CULPA - Purtroppo non è andata bene per lui e per la Turris, pertanto è da leggere positivamente questo repentino dietrofront da parte della società, che nella frenesia di provarle tutte, pur di raggiungere l'obiettivo, ha pagato ancora una volta lo scotto dell'inesperienza, magari facendosi condizionare anche troppo facilmente dai primi mugugni piombati sulla costruzione della squadra in estate. Ma alla fine è prevalso il buon senso della proprietà, che tornando sui propri passi ha di fatto ammesso di aver compiuto un errore, ma allo stesso ha dimostrato di essere pronta anche a rimediarlo.

IN CERCA DI EQUILIBRIO - Ora il ritorno di Carannante è stato accolto con grande entusiasmo dal popolo corallino, ma in questo momento proprio il clamore può essere la mazzata finale sul già difficile momento della Turris. Osannare chi comunque avrà un compito difficile da qui al termine della stagione può essere solo controproducente. Ora servono solo silenzio ed equilibrio per mettere fine ad un caos provocato da troppi eccessi, sia in positivo che negativo. La Turris ha bisogno di numeri importanti nel girone di ritorno per salvarsi. Realisticamente sarà dura, ma sulla carta la squadra ha le armi per farcela. Il primo passo dovrà essere però il ritorno alla normalità, un aspetto che finora è sempre mancato...