Corallini vicini e lontani, unitevi: c’è una Turris da salvare, un patrimonio da preservare…

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 2351 volte
Corallini vicini e lontani, unitevi: c’è una Turris da salvare, un patrimonio da preservare…

Prendete qualsiasi mezzo di locomozione, che si tratti di aerei, treni, macchine e quant'altro possibile. Il 20 maggio c’è un appuntamento da non perdere al Liguori, c’è una Turris da salvare e con essa una storia gloriosa da non macchiare. Corallini vicini e lontani, è il momento di unirsi. C’è bisogno di tutta la famiglia al completo per una gara molto delicata per le sorti della squadra del cuore, una gara che funge da spartiacque per il futuro del club.

IL CROCEVIA - La Turris in questo momento lotta tra la vita e la morte: salvarsi ai playout paradossalmente potrebbe generare nell’ambiente un entusiasmo e un’euforia superiori ad una salvezza tranquilla e senza sussulti, elementi che potrebbero aiutare la società attuale a provare con maggiore convinzione e determinazione l’allestimento di una rosa ambiziosa per il prossimo anno, che possa così lottare per i vertici della classifica. D’altro canto invece, retrocedere sul campo potrebbe equivalere alla definitiva mazzata verso una squadra che dal lontano Tricase in poi non è riuscita più a rialzarsi. Potrebbe non determinare la scomparsa del titolo sportivo in quanto tale, ma a livello emotivo una caduta così rovinosa potrebbe indurre altri fedelissimi a metterci, una volta per tutte, una pietra definitiva sopra una passione che in 70 anni ha regalato più dolori che gioie.   

L'ULTIMA CHANCE DI SALVEZZA - La gara con l’Aversa mette dunque la Turris ed i suoi tifosi di fronte ad un bivio: solo 90 minuti, o 120 in caso di supplementari, che fungono da sottile confine tra il purgatorio e l’inferno. Riuscire a mantenere un posto in D terrebbe viva la speranza di poter tornare un giorno in paradiso, supportati da una società forse acerba sotto il profilo tecnico ma dai grandi mezzi economici, legata al territorio, e da valori morali sempre più rari nel calcio, in particolare in quello minore.

Inutile pensare a quello che è stato e a quello che poteva essere, la gara di domenica è una finale ed in quanto tale azzera tutto, nel bene nel male. E’ una delle partite più importanti da quando la Turris è scesa in Interregionale, forse la seconda dopo la finale col Rimini di qualche anno fa. La posta in palio è altissima ed è per questo che la squadra ha bisogno della vicinanza di tutti i suoi sostenitori, da quelli che la seguono quotidianamente a quelli che, per scelta voluta o per impedimenti esterni, non possono esserci tutte le domeniche ma che comunque la portano nel cuore.

UN PATRIMONIO DA DIFENDERE - La nave barcolla paurosamente ma non è ancora affondata: merita il sostegno di tutto il suo popolo per raddrizzarsi in extremis e rimettersi sulla retta via. Nonostante tutto, la Turris è una di quelle poche cose rimaste in una città in lento ma progressivo declino: seppur sbiadita nel tempo, in 70 anni è rimasta a galla ed ha permesso a Torre del Greco di mantenere ancora una certa notorietà a livello nazionale, oltre alla tradizionale lavorazione del corallo che l’ha resa famosa in tutto il mondo. La Turris resta pur sempre un patrimonio dei torresi, un punto dal quale ripartire per far rifiorire la sua città e che gli stessi torresi devono difendere a tutti i costi.

Non importa la categoria, non importa se si tratta di fedelissimo o di occasionale. Conta l’appartenenza, il richiamo alle origini, conta esserci!