Colantonio chiede solo tempo e tranquillità. Merita riconoscenza per aver di nuovo “riscattato” Torre...

 di Nello Giannantonio  articolo letto 1613 volte
Colantonio chiede solo tempo e tranquillità. Merita riconoscenza per aver di nuovo “riscattato” Torre...

La vita di Antonio Colantonio è inevitabilmente cambiata dalla sera alla mattina, da quando lo scorso week-end la schermaglia mediatica con Giuseppe Giugliano è arrivata alla resa dei conti facendo ricadere tutta sull’imprenditore torrese la responsabilità della sopravvivenza della Turris. Colantonio stavolta ha raccolto la sfida del suo predecessore (che evidentemente non se lo aspettava) salvando in extremis la squadra, ma subito dopo non ha mostrato quell’atteggiamento da “salvatore della patria” nei confronti della piazza torrese; non ha subordinato acquisti e programmi all’ingresso di soci e sponsor o ai numeri della campagna abbonamenti. È invece partito umilmente con le proprie risorse, certamente contenute per questo primo delicato anno di gestione anche della prima squadra. Piuttosto, è adesso lui la vera risorsa per Torre del Greco. Un presidente “compaesano” che ha voglia di fare e che certamente, a differenza delle ultime due gestioni societarie di presidenti non locali, non avrà più pronta l’arma del “ricatto” di portare il titolo sportivo altrove al sorgere delle prime frizioni con la tifoseria.

Vedere adesso la sera allo stadio “Liguori” Colantonio confrontarsi con i suoi collaboratori e con mister Carannante, stanco ma con il sorriso sulle labbra, riconcilia un ambiente caduto di recente nuovamente in depressione e aspre divisioni. In questo senso, discontinua anche la mossa di Colantonio di non ripresentarsi (rispetto ad un mese prima) sottobraccio a presidenti del passato che avrebbero potuto generare nuovi dissapori ambientali, con tutto che resta immutato il suo ottimo rapporto con Rosario Gaglione, il quale ne esce a sua volta rafforzato, sul piano personale, al termine di questa turbolenta estate corallina, vuoi per il paragone con la decadenza della gestione Giugliano vuoi per il consenso che il suo paventato ritorno al fianco del gruppo Colantonio aveva comunque raccolto in buona parte della tifoseria non legata ai gruppi organizzati. Questo dobbiamo riconoscerlo. Così come non va dimenticato quanto il corso Giugliano, in simbiosi con la piazza, aveva fatto nei suoi primi due anni, restituendo alla città una squadra di serie D, una sede, un nome, un marchio.

Il testimone torna ora ad un presidente locale dopo cinque anni. Colantonio ha le sue idee (anche di futuro allargamento della dirigenza e di migliorie allo stadio): chiede alla sua città solo tempo e serenità ambientale per poter programmare un futuro importante, anche passando per una prima stagione, quella che si avvicina, di possibili sofferenze per mantenere la categoria confermate da un mercato finora contenuto ed oculato. Ma oggi l’imprenditore torrese è in  credito con la “sua” piazza per averla nuovamente “riscattata”. Tutti sono in condizione e in dovere di riconoscergli la tranquillità che chiede in cambio solamente di chiarezza e trasparenza. Tutti. Dalla “società civile” del tifo fino ai gruppi ultras, i quali hanno subito diversi attacchi in città dopo il no a Gaglione ma che, in nome della loro coerenza, hanno comunque corso il forte rischio di restarsene a lungo fuori dallo stadio, anche se fosse rimasto Giugliano al timone della Turris. Come doveva essere fino allo scorso fine settimana, quando la vita di Antonio Colantonio è inevitabilmente cambiata dalla sera alla mattina…