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STADIO&STORIA

STORIA TURRIS

08.07.2013 17:05 di Filippo Panariello  articolo letto 4636 volte
Fonte: forzaturris.it/g.picciano
STORIA TURRIS

Dalla Torrese, sorta nel 1920 e sparita con la guerra, grazie ad un gruppo di giovani, nasce nel 1944 la Turris. Al Gran Caffe' Palumbo nella Villa Comunale si incontrano il Dr. Francesco Coscia, Raffaele Carbone, Amerigo Liguori, prossimo sindaco cui in seguito verrà intitolato l'attuale campo sportivo, Aniello Mazza, arbitro di serie A, per concretizzare quello che un'assemblea popolare, tenuta nel glorioso Teatro Garibaldi, il 10 settembre 1944, aveva deciso: la nascita della nostra Turris. Il 9 dicembre 1944 la Società Polisportiva Turris invia al comitato calcistico campano l'iscrizione al campionato di prima divisione.
Il primo direttivo ufficiale è così composto: Amerigo Liguori, Presidente, Raffale Carbone e Ciccio Ausiello, Vice Presidenti, Luigi Frezzolino, segretario, Aniello Lullo vice segretario, Francesco Coscia, Direttore Sportivo, Luigi Gentile, cassiere, Antonio Coppa, Vincenzo Malvone, Vincenzo Nocito, Ettore Palomba, Filippo Raiola, Pasquale Romito, Eduardo Russo e Giuseppe Sorrentino, consiglieri. La direzione tecnica è affidata al duo Giovanni Del Gatto e Pasquale Suarato, mentre i giovani sono allenati da Carmelo Formisano, Giuseppe Sorrentino e Raffaele Capano. Prima uscita amichevole col Napoli al campo Fienga (1-1).
Prima gara ufficiale 16 dicembre 1945 Turris-Sangiorgese 1-1. Subito dopo, il 32 dicembre Juve Stabia - Turris 1-2... via così. Serie C, girone A Lega Sud 1946-47. Si comincia con Leonetti, Chiesa, Carrubbi, Tricoli, Iaccarino, Capaldo, Petrocchi, Blanco, Biagini e il portiere Diego Lullo, torresissimo...Ci classifichiamo al 2° posto, accedendo così alle finali, dove ci classifichiamo al terzo posto. Serie C, girone R Lega Sud 1947-48. Presidente Liguori, allenatore Vignolini. In porta Morsia poi Capone, Dedone, Mainiero (avvocato Peppe Mainiero, negli anni a seguire dirigente della Turris e una buona carriera di giocatore), Pedrocchi, Capone, Raimondi e Carrubbi detto Lilli. Terzo posto. Promozione Nazionale Girone M 1949-1950. Cambia l'allenatore, adesso è Busiello; alla fine siamo sesti.
Il 12 novembre 1950 verrà inaugurato dall'Onorevole Rubinacci il nuovo stadio, che verrà intitolato ad A.Liguori, che intanto è nominato presidente onorario, mentre presidente effettivo è eletto Giovanni Apa.
Il 1951 è purtroppo l'anno della morte di A. Liguori stroncato da un infarto. Il presidente Apa, con gli acquisti di Vanz e Manola, di Pipan, Capolino, Andreoli, Gianolli, Santamaria, riesce comunque a varare una bella squadra, che, in un girone fortissimo, si piazza al quinto posto. Viene ammessa così; nella mitica Quarta Serie. 1951-52. Con i dirigenti Apa, Gennaro Liguori, Coscia, Liverino, Carbone, Bottiglieri, l'On.Crescenzo Mazza, Capano, si vara una grande squadra. Allenatore Sentimenti, detto "cherry" dalla Mestrina arriva Colizzi, dal Livorno Frangioni, Bronchi e Ferretti, dalla Casertana Rosi, dalla Juve Stabia Giulio Lopez, ex Napoli, Coletta dalla Lazio, Piazza dalla Paolana e Schiano dal Portici; in porta debutta Scaglione. 5. posto. Anno 1952-53. Si incomincia con. Turris-Marsala 2-0 con doppietta di Gianolli. Alla fine ottimo quinto posto, dopo Catanzaro, Nissena, Crotone e Nocerina.
Il campionato 1953-54 inizia con grande entusiasmo per l'arrivo di Visintainer dal Napoli, Di Costanzo e Kriezu. E' ancora quinto posto con squadroni come Foggia, Cral Cirio, Avellino e Torres. Buon campionato nel 1954-55, ma nel 55-56, con Ciccio Ausiello presidente e Carrubbi allenatore, si retrocede in promozione. Questa retrocessione ridimensiona le ambizioni dei dirigenti che saranno costretti per ovvi problemi di bilanci, ad attingere a vivai locali. Questo fatto darà la possibilità a giovani calciatori torresi di mettersi in luce. Dalle riserve vennero alla ribalta bravi giocatori: come i portieri Ventimiglia e Oriente, Di Genova, Condito, Della Monica, Di Donna, Palomba. In questi anni ci fu uno straordinario proliferare di squadre minori partecipanti ai campionati di Lega Giovanile, che formarono decine di bravi calciatori.
La Fiamma, guidata da Vincenzo Abbagnano, la Loreto Starace presieduta dal Prof. Salvatore Raiola, l'Audace, la Pro-Ina, guidata da Enrico Marino e Raimondo Borriello, i Falchi Rossi, la Combi, diretta fra gli altri da Nello Del Gatto detto "chiattone" per la sua magrezza, il mitico De Nicola, la Libertas, la Giovane Italia, la Resurgo, la Leopardi, la Turris Boys, guidata da Franco Pennino e Vittorio Pepe, l'Alba Turris e la Brancaccio di Peppe Sasso.Da queste squadre uscirono ottimi giocatori come: Michele Polese, Ciro Capano, i fratelli Scognamiglio, Tettino Coscia, Formisano, Enzo Palomba, Paduano, Iovinelli, i fratelli Balzano, i fratelli Aromino, Sorrentino, Fiorentino, Sannino, Basso, Ancona, Poeti, Formicola, detto "cacatella" per la sua statura non eccelsa, Aliani, Suarato, Vitiello, Gaglione, Cosenza, Candurro, Cozzolino, i fratelli Pennino, Iandolo e tanti altri che oggi potrebbero primeggiare nelle serie professionistiche. La Turris entra in una profonda crisi societaria da cui esce grazie all'infaticabile Renato Auciello, che dopo tanti vani tentativi, riesce a formare una nuova organizzazione societaria, anche grazie ad un contributo economico del comune e di torresi emigrati a Brooklyn.
Dopo gli anni bui 1956-57 e 1957-58, il 7 dicembre 1959 la crisi si risolve e la nuova Turris è così strutturata: Gennaro Serio, presidente. Renato Auciello, vice. Direttore sportivo Claudio Priore, tesoriere il dr. Andrea Borrelli. Consiglieri sono nominati il dottor Tommaso Della Gatta, Giovanni Formisano, Vincenzo Abbagnano, Pasquale Agozzino, Raimondo Borriello, Michele Cacace, Nino Morra, Oscar Palumbo e Giuseppe Quirino. Dirigente al settore giovanile il Maresciallo Sorrentino.
Dalla piccola società sportiva "Leoncini" viene chiamato a dare una mano un ragazzo pieno di volontà di nome Vittorio Bisbiglio. Dopo un campionato di transizione, nel 1960-61 si vince il campionato di promozione e si accede alle finali. Questa è la formazione tipo: Abbate, Battimiello, , Imperato, Signoriello, Cosenza, Amicarelli, Mollo, Borrelli, Martino, Mapelli, Schiano. Allenatore Aldo Querci. Per molti tra i meno giovani, questa è fra le più belle. Nelle finali però siamo battuti dall'Atripalda..... incredibile!!
L'anno dopo, secondo posto, malgrado l'arrivo dal Napoli di Comaschi. Sarà ancora così grave; nel 1962-63, nel 63-64 e nel 64-65. Nel 1965-66, presidente Mario Ruggiero, si riparte alla grande con un organico di tutto rispetto: Ventimiglia, Ciccozzi, Polese, Ghidi, Lucignano, Sammauro, Cammarota, Finamore, Tortora, Formicola, Donzetti oltre a Candurro, Salemme, Conte, Russo, Sgambato e di Giovannantonio; allenatore Pepe, poi Gianolli. Vincemmo il campionato ma naturalmente non le finali.
Nel 1967-68 si finisce a metà classifica e siamo ripescati in serie D. Con la presidenza di Gianni Di Maio, incomincia un periodo intensissimo ed affascinante della nostra storia  torresi si portano a Roma ed il Sorrento, con un solo tiro in porta, si aggiudica la partita. Questo scontro tra armatori, Achille Lauro da Sorrento e Gianni Di Maio da Torre del Greco si concluse con la vittoria del sorrentino; ubi maior.... Subimmo un vero "choc" cittadino, fu duro riprendersi!!!
Si riparte nuovamente per la C l'anno dopo 1969-70, col nuovo tecnico Ruggero Salar da Crauglio, Friuli. Arrivano Mauro Porri, i portieri Cenci e Piscitelli, Ciardi, Polselli, detto "bicicletta" e Apa. La Turris domina nuovamente quest'altro campionato classificandosi al primo posto. A questo punto viene fuori la storia di un presunto illecito per un premio "a vincere" promesso da un ex giocatore di nome Sommella al Castrovillari per battere il Savoia. Il tutto sarebbe stato orchestrato dal presidente Di Maio. La giustizia sportiva dà torto alla Turris e promuove il Savoia in serie C. Il giorno dopo Di Maio si dimette e consegna la squadra nelle mani del Sindaco, Prof. Ferrer.
Si fa avanti allora l'ing. Salvatorino Gaglione, che diventerà il presidente del periodo più bello della nostra storia.
1970-71: Allenatore Maurizio Bruno. Sono ingaggiati Niccolai, Santini, Pulitelli, Montanari, Taddeini, Schettino, Chessa, Pucci, Basso e Oliva. Questa la formazione di base: Cenci, Trotti, Viale, Porri, Niccolai, Ciardi, Schettino, Portelli, Pulitelli, Polselli, Pucci. Campionato vinto da dominatori ed ingresso in Serie C con 50 punti ,12 vinte, 12 pareggi e solo 3 sconfitte; 56 gol fatti e solo 19 subiti. Un trionfo!!!
1971-72. Serie C girone C. Allenatore Bruno. Squadra che vince non si cambia. Ed infatti col solo innesto di Gardini ed alcuni giovani del vivaio, la Turris conclude il campionato all'ottavo posto.
1972-73. Una grande Turris. Alla guida giunge un monumento del calcio italiano, Giacomo Losi, ex capitano della Roma con 11 presenze in Nazionale. Vanno via atleti illustri quali Pulitelli, detto Ferrari, al Napoli, Piscitelli, la vecchia bandiera Trotti e soprattutto il tecnico Bruno. Arrivano Andreuzza, Arbitrio, Medeot, Bruno, Caocci, Giani, Iancarelli, Pescosolido. Questa la formazione di base che si classificherà al terzo posto dopo Avellino e Lecce, per altro battute negli scontri diretti al Liguori: Cenci, Niccolai, Viale, Porri, Andreuzza, Caocci, Iancarelli, Gardini, Medeot, Arbitrio, Bruno.
1973-74. Va via Losi ed arriva De Grandi. Va ad assaporare altri trionfi alla Nocerina Dante Portelli, per anni "l'Alighieri" della Turris, come ebbe a dire il compianto Renato De Ponte, giornalista sportivo.
Arrivano il portiere Colombo, Brutto, Modica, La Rocca, Neri, Paglialunga e Tremaglia. La Turris si schiera così: Colombo, Mavelli, La Rocca, Neri, Brutto, Caocci, Paglialunga, Arbitrio, Medeot, Modica, Bruno. Bellissimo campionato e quinto posto dopo Pescara, Lecce, Casertana e Nocerina.
1974-75. Ci vuole solo qualche ritocco ed arrivano, col ritorno dell'allenatore Maurizio Bruno, Panozzo, Luzi, Porcari, Sanzone, Serafini, Palazzese e soprattutto Fiorillo, che sarà l'uomo simbolo per molti anni. Campionato tecnicamente bellissimo ma sfortunato. Questa la formazione: Colombo, Sanzone, La Rocca, Serafini, Neri, Porcari, Palazzese, Fiorillo, Luzi, Arbitrio, Panozzo.
1975-76. Allenatore Ezio Volpi. Arrivano il portiere Bertonelli, Fedi e Maianti.Centro classifica ma di grandi contenuti tecnici e spettacolari.
1976-77. Conquistare la serie B è diventato un chiodo fisso. Sempre Ezio Volpi allenatore, arrivano Greco e Pari dal Torino, Jacoboni dal Lecce, Rossi dal Barletta, Ranieri e Barone dal Parma, Albano dal Napoli e Bertagna. Una grande squadra per fare il grande salto. Purtroppo il Bari stracceri e sarà un altro campionato di mezza classifica. Saremo ottavi.
1977-78. La lega decide di modificare la serie C, creando la C1.Per entrarci bisogna classificarsi tra le prime dodici. La Turris, allenatore Sacchella, ci riesce e conquista il diritto a partecipare al prossimo campionato di C1, che più propriamente è chiamato B2. E' perciò una grande promozione che ottiene la Turris ed è a tutti gli effetti un campionato vinto!!!!!!
1978-79. La Turris si accorge presto che questa definizione di B2 non è affatto esagerata. Ne fanno parte infatti squadroni come Pisa, Catania, Reggina, Salernitana, Empoli, Arezzo, Livorno, Lucchese ecc. e salvarsi costituirebbe già un successo. Si comincia con Chiricallo allenatore, ma verrà presto sostituito da una vecchia conoscenza torrese, Giulio Lopez, che tra mille difficoltà riuscirà a portare in salvo la nostra squadra. Fanno parte dell'organico questi giocatori: Albano, Arbitrio, Barone, Capogna, Fedi, Finetto, Izzo D., Martin, Orlando, Pazzagli, Scala, Sorrentino detto Canè, Strino, Radio e Turi; niente male, vero? Sarà questo l'ultimo campionato del Presidentissimo Gaglione. Per un decennio è stato grandissimo, dando al nostro calcio cittadino grandi soddisfazioni e notorietà nazionale. Andrà via perchè contestato da una frangia di pseudo-tifosi, una brutta specie di fanatici che hanno sempre fatto male alla nostra Società. Gaglione era circondato da dirigenti eccezionali. Tra i tanti citiamo: Vittorio Liverino, Borrelli di Portici, Michele Di Luca, Mariniello, Leopoldo Palomba, D'Errico, Carlino Pagliarulo, Ciro Capano, Raimondo Borriello, il segretario Gennaro Cirillo, il medico sociale Salvatore Gaglione, il direttore tecnico Carmine Longo.
Si riparte per il campionato 1979-80. Presidente Michele Lo Muto, allenatore Faustinho Canè buon campionato di mezza classifica.
1980-81. Alla presidenza si insedia Michele Di Luca, noto corallaro, Rivellino direttore sportivo e Canè; allenatore. Sarà l'anno della retrocessione in C2 oltre che del terremoto che squassò le nostre terre. E' l'anno di Amendola, Cangianiello, Chirco, Frattini, Nuccio, Raimondo, Zazzaro ecc.
1981-82. Tutto da rifare e col pesante fardello della retrocessione da sopportare. Il presidente Di Luca, detto Michele " 'a quaglia", perchè quand'era piccolo era riuscito ad addestrare una quaglia, suscitando l'ammirazione di tutti i ragazzi del vicinato e l'apprezzamento dei grandi. Di Luca è uomo ricco di passione e spontaneità. Si rimette in moto ingaggiando il tecnico Mammì e un gruppo di giocatori di ottimo livello per la categoria: Balestrieri, Greco, Scarfoni, Pinti e soprattutto quel Giorgio Lunerti ancora tanto amato dai nostri tifosi. Quest'anno andrà male, soprattutto a causa di una clamorosa sconfitta per 5 a 2 rimediata a Brindisi.
All'arrivo della squadra a Torre, i giocatori vengono assaliti dai soliti teppisti travestiti da tifosi. I giocatori scappano da Torre e l'allenatore Mammì si rifugia nella sua città d'origine, rifiutandosi di ritornare. E' uno scandalo nazionale!! Grazie alla Lega si riesce a far tornare i giocatori e la squadra è affidata a Portelli, allenatore in seconda. Di Luca però getta la spugna amareggiato.
Si fa avanti Enzo Laberinto, giovane industriale, che, coadiuvato da Raiola, Beffi, Scognamiglio, decide di gestire questo periodo della società che dovrà per forza sfociare, visti i nuovi regolamenti, nella costituzione di una Società per Azioni. Si ingaggia il nuovo tecnico Zurlini al posto di Portelli e si riparte. Malgrado tutte queste vicissitudini, ci classifichiamo ad un solo punto dal promosso Cosenza, peraltro strappato a Torre per 3-0.1982-83. D'Alessio, detto lo sceriffo, è il nuovo allenatore, ma deve per forza subentrargli Ansaloni, per completare senza danni un campionato soffertissimo e salvarci per un solo punto.
1983-84. Laberinto lascia e gli subentra Salvatore Beffi, con Battiloro direttore sportivo. Squadra rifatta con Ballarò allenatore, Strino in porta e Giacalone a centro campo. A metà torneo Beffi si dimetterà e gli subentrerà Aniello Savastano detto "Baldassarre", dal nome del padre, noto e stimato commerciante di salumi. Quarto posto dietro Reggina e Nocerina promosse e l'Ercolanese.
1984-85. Il presidente Savastano, coadiuvato forse troppo dal direttore sportivo Battiloro, impegna molte energie fisiche ed economiche per costruire una squadra capace di conquistare la promozione in C1. Carlà, Gaudenzi, Massaro, Mordocco, Pesacane, Piccinetti, Modica e Tufano dai cugini dell'Ercolanese. Bel campionato condotto dal tecnico Zurlini, ma questo è l'anno del Licata, magistralmente diretto dal grande Zeman, che da allora si proietterà nel calcio professionistico con la sua "zona" che farà scuola. 1985-86. Allenatore Cucchi, dimissioni di Savastano e reggenza di Battiloro. Partono Strino, Martin, Pesacane e Modica. Crisi societaria terribile, campionato alterno con Schettino a sostituire Cucchi nelle ultime giornate. Battiloro....si defila. Si rifà; avanti Enzo Laberinto, l'artefice della trasformazione della Turris in S.p.A. nell'82. Dopo varie vicissitudini, che portarono quasi al fallimento la Turris, il 2 settembre 86 nasce la FootBall Club Turris 1944 Srl. Amministratore Unico Onofrio Palomba, Cicciotto Coscia Presidente Onorario. Coscia è stato nel 1944 uno dei fondatori della nostra Turris, ne ha fatto sempre parte con varie cariche, a volte specifiche a volte onorarie, e nei momenti cruciali è sempre intervenuto in proprio o delegando. La domenica è sempre al suo posto in tribuna, piova o faccia caldo, per una partita importante o per una gara di routine. Rappresenta la Storia e la continuità della nostra Turris, mai fallita in cinquant'anni di vita, anche per i suoi interventi. E' naturalmente il nostro Presidente Onorario, un pilastro che regge sempre nei momenti di bisogno. La Turris è dunque salva e si riparte per la "meravigliosa avventura" Campionato 1986-87. Con pochi mezzi finanziari, si allestisce una squadra appena competitiva. I tifosi capiscono e si accontentano. Dei vecchi rimane solo Carlà acquisto di rilievo è Spica dal Rende, che con i suoi gol trarrà spesso dai pasticci la Turris. Allenatore Montalto, che dovrà essere sostituito da Viciani per evitare la retrocessione.
1987-88. Anno nuovo, vita nuova. E' una regola ormai fissa per la Turris. Si riparte con Franco Villa allenatore e Daniele Tani a centrocampo, ventisettenne romagnolo dal sinistro fatato, che sostituirà nei cuori dei tifosi Spica, trasferitosi a Giarre. E' l'anno inoltre di Raimondo Acampora, Citarelli, Cetronio, Di Rienzo, Marcello Esposito, Fabris, Liquidato e Ruffelli. Campionato di metà classifica, dominato dal Palermo. 1988-89 Onofrio Palomba si dimette da presidente e gli subentra Mario Vecchietti, già vicino alla società negli anni 60-70. In poco tempo Vecchietti organizza la Società e personalmente si interessa dei contatti con i procuratori dei giocatori. Ingaggia Fida e Vivarini e chiama ad allenare Amarildo, campione del mondo col Brasile di Pelè. Discreto campionato.
1989-90 Partono Tani e di Rienzo e arrivano Zanuttig, Buccilli, Laurenti, Congiu, Antonaci e Gautieri, che approderà in Serie A. Amarildo riconfermato. Sarà purtroppo l'anno della morte sul campo di Mario Vecchietti, avvenuta per infarto al 30' del primo tempo della partita Turris-Vigor Lametia. Era sposato con un figlio ed aveva solo 56 anni. La sua grande passione era la Turris. Ti ricorderemo sempre, Mario!. A Mario Vecchietti subentra il fratello Giovanni e saranno due anni di transizione.
1990-91 Pizzi e poi Viciani allenatori. Formazione: Vavoli, Matrecano, Esposito, Iscaro, Orlando, Laurenti, Gautieri, Cetronio, De Maria, Antonaci, Fida. 1991-92. Allenatore Villa. Formazione: De Simone, Fruguglietti, Esposito, Pesacane, Nofri, Santoro, Palermo, Basile, Diodicibus, Fida, Smiraglia.
1992-93 Si parte per un campionato tranquillo con allenatore Schettino, vecchia gloria corallina. Discreta la squadra: Spinosa, Fruguglietti, Cetronio, Pesacane, Stimpfl, Vitiello, Sacco, Sullo, Basile, Fida, Passabì.
1993-94. A Giovanni Vecchietti subentrano i fratelli Acampora, Gerardo Apparenza e Giovanni Smimmero. Vice presidente onorario Vittorio Bisbiglio. Dalle giovanili è prelevato il giovane allenatore Antonio Merolla, zonista puro. Ad un girone d'andata condotto fra la sorpresa di tutti da dominatori, fa riscontro un girone di ritorno in sordina. Alla fine la Turris di Merolla si classificherà al secondo posto dopo il Trapani ma a pari punti col Sora di Luiso, col quale dovrà effettuare lo spareggio per la promozione in C1. Davanti a cinquemila spettatori, in grandissima parte venuti dalla nostra città il 26 giugno 1994 si incontrano Sora e Turris. Questa la Formazione: Sassanelli, Lauretti, Esposito, Torlo, Grasso, Stimpfl, Urban, Cetronio, Ricci, Amore, Fida. Risultato finale 0-0, ma siamo sconfitti ai calci di rigore: la maledizione degli spareggi ha colpito ancora!!!
La sorte però si riscatta e ci dà una mano; alcune società di C1 non riescono a fornire le garanzie economiche e la Turris è ripescata in C1. Ce l'abbiamo fatta, siamo ancora una volta in terza serie nazionale. Buon compleanno, cinquantenne vecchia Turris!!!!!! (Si chiude qui il breve sunto del libro di Peppe Picciano).

(Qui di seguito continua la storia della Turris con Antonio Abbagnano.)
Campionato di C1 1994-1995. L'organico societario è così composto: Presidente Onorario Dr. Francesco Coscia Presidente Giovanni Smimmero, che dopo la partita Turris-Siena si dimetterà per problemi familiari; al suo posto subentrerà Leopoldo Palomba, industriale mobiliere.
Amministratore Unico Gennaro Acampora. Vice presidente operativo Rosario. Vice presidente Vincenzo Acampora. Tesoriere e respons. sede: Vittorio Bisbiglia. Dirigenti: Gerardo Apparenza, Antonio Garofalo, Mario Scognamiglio, Vincenzo Vallo, Dr. De Chiara, Prof. De Cimma. Consulente F.I.G.C. prof. Giuseppe Sasso. Direttore Sportivo Giacomo De Caprio. Addetto Pubbl. relazioni Antonio Ascione. Addetto Stampa Mario Pepe. Respons. servizio biglietteria Luigi Cardinali. Grande euforia per una squadra così composta: Allenatore Antonio Merolla; la rosa: Sassanelli, Lauretti, Tenace, Grasso, Petrullo, Sullo, Greco, Saggiomo, De Carolis, Amore, D'Isidoro poi Marinacci, Gori, Sanseverino, Somma, Cangiano, Cipolla, Palomba, Cetronio, Fiorentino e soprattutto Davide Ricci. Si parte con la speranza di ben figurare e con l'entusiasmo alle stelle. Anche le solite "cassandre" ritornano ad abbonarsi, la gioia di disputare la terza serie nazionale è palpabile in tutti gli ambienti sportivi. Lo Stadio Liguori ha però bisogno di "maquillage" e le prime partite si giocheranno allo Stadio San Ciro di Portici.
Debuttiamo il 28-8-94 con Turris-Reggina:0-2 con reti di Aglietti, che andrà poi a guidare l'attacco del Napoli. Ci sarà un'alternanza di risultati, ma dopo un incredibile 3-4 in casa col Catania, la dirigenza esonera Merolla, ormai contestato dal pubblico per la sua "zona" troppo esposta al contropiede, ed è chiamato a risolvere i nostri problemi il Tecnico Santosuosso
Debutto ad Avellino ed è una sonora "scoppola": 5-1. Santosuosso non riuscirà a risolvere alcun problema e sarà costretto a dimettersi dopo una sfilza di sconfitte interne ed esterne, che porteranno la Turris in fondo alla classifica.
Il 27-2-95, la Turris ingaggia il terzo allenatore: Salvatore di Somma. Finiremo il campionato all'ultimo posto a pari punti col Pontedera, ma col vantaggio della classifica avulsa (2-1/0-0). Accediamo perciò ai play-out, dove incontriamo il Casarano di Francioso, centravanti che farà carriera. Vinciamo in casa con rete di Ricci-gol, ma a Casarano becchiamo un secco 4-0. Retrocediamo ma siamo nuovamente ripescati.
Il 1995-96 ci vedrà di nuovo in C1. Quest'anno la dirigenza si propone di evitare le sofferenze del campionato appena concluso e....si affida al noto Direttore Sportivo Battiloro, che subentra a De Caprio, andato via ad inizio campionato e a Rosario Gaglione, dimissionario. Battiloro si dà subito da fare...reingaggia Merolla e riparte con questa squadra: Sassanelli, Biondo, Di Venanzio, Campofranco, Baldini, Petrullo, De Cesare, Merolla, Campilongo, D'Ermilio, Di Criscio, poi Siniscalco, Soda, Corradino, Izzillo, Cecere, portiere di riserva, Cioffi, Palomba, Benassi, Di Martino, Cangiano, Venuti, De Carolis, Granozi. Un bel team, ma...non va.
Il 23-10-95 il tecnico Merolla viene esonerato e con lui il preparatore atletico Tafuri, il massaggiatore Aurino e anche il medico sociale Misuraca. Breve interregno in panchina di Enzo Strino e viene ingaggiato Ansaloni, esperto allenatore di categoria. Le cose sembrano migliorare, la squadra risponde alle nuove direttive tecniche ed i risultati diventano confortanti. Basterebbe continuare su questa strada ma i rapporti società - allenatore si deteriorano e dopo una sconfitta per 1-0 contro il forte Gualdo, il tecnico è esonerato. Al suo posto ritorna ancora una volta Di Somma. In sette partite questo tecnico riuscirà ad ottenere un solo punto e la dirigenza è costretta all'ennesimo cambio di allenatore. Viene richiamato Merolla che riparte con fiero cipiglio e voglia di riscatto. Riesce a riprendere le redini di una squadra ormai in fondo alla classifica e la riporta nei play-out. Dobbiamo giocarci la permanenza in C1 col Trapani.
A Torre del Greco il primo match: partita dominata e risultato finale 2-0 con reti di De Carolis e Di Venenzio. Il bottino poteva essere più pingue, ma la domenica successiva partiamo per Trapani con molte speranze. Dopo un nostro ottimo primo tempo, il Trapani pesca due "jolly" da fuori area e si porta sul 2-0. La Turris si scatena in una reazione rabbiosa, ma al 92' Izzillo non riesce a concludere in rete un pallone che danzava ad un metro dalla porta avversaria. Partita stregata e Trapani salvo per la migliore classifica finale; per noi un ritorno in C2, non ci sono ripescamenti, stavolta.
1996-97 Campionato Italiano di Calcio, Divisione Nazionale Serie C2, Girone C; così recita dall'altoparlante il nostro Antonascio, speaker allo Stadio da una...vita. Il popolo sportivo è deluso, le critiche sono atroci, i dirigenti corallini sono contestatissimi.
Dopo 2 anni di C1 la retrocessione è dura da digerire. Lasciano la Società Leopoldo e Giovanni Palomba e naturalmente il ds. Battiloro Gennaro e Vincenzo Acampora con Gerardo Apparenza demotivati e spaventati da una contestazione che coinvolge anche la loro attività commerciale e la pace familiare, assumono il nuovo direttore sportivo Felicio Ferraro e cedono la normale amministrazione della Turris ad un Comitato di Reggenza composto da: Vittorio Bisbiglia, Antonio Garofalo, Giuseppe Franchini, Franco De Cimma, Giuseppe Sasso e Antonio Ascione. La situazione è delicatissima, si rischia il baratro. Ma ecco che nei momenti difficili vien fuori l'ingegno dei torresi. La squadra viene smantellata lasciando saggiamente solo il portiere Sassanelli, il libero Baldini e il centravanti De Carolis.
Il direttore sportivo Ferraro ingaggia un allenatore reduce da ben sei esoneri anticipati, ma ben noto in campo nazionale: Salvatore Esposito, detto Ciccio "il professore", per la sua saggezza e geometricità dimostrate nei campi di calcio di serie A, quando giocava nella Fiorentina e poi nel Napoli. Esposito è nativo di Torre Annunziata ed è ben conosciuto dal ds. Ferraro, suo concittadino. Avere due probabili "savoiardi" alla guida della Turris fa storcere il naso a molti tifosi che, già delusissimi dalle due retrocessioni dalla C1 continuano a contestare tutto e tutti e gli ultras si presentano allo stadio con gli striscioni capovolti.
Il comitato di reggenza fa quadrato e con la "proprietà" dietro le quinte, col supporto gestionale di Peppe Sasso, tecnico di Ferraro ed Esposito e manageriale di Vittorio Bisbiglia vara questa squadra: Sassanelli, Siniscalco, Di Meo, Tarantino, Baldini, Barbini, Barrucci, Antonaccio, De Carolis, Di Criscio, Dell'Oglio; in panchina e comunque contitolari G.Esposito, portiere di riserva, Bagnara, De Carlo, Voza, Bevo, Granozi, Iovino, Cangiano Scarano e Russo, che dopo poche partite è ceduto all'Albanova per dissensi tecnici con l'allenatore.
A metà campionato De Carolis chiede di essere ceduto al Sora, città di origine della moglie, e al suo posto è ingaggiato il torrese Acampora, in forza al Castrovillari. Bisbiglia e tutti gli altri fanno i salti mortali per far fronte alle spese occorrenti, gli abbonamenti sono pochi, i tifosi paventano il fallimento societario e una possibile ulteriore retrocessione.
Le casse aziendali sono asciutte, non c'è una lira nemmeno per le spese ordinarie, tipo bollette della luce e telefono, ed invece bisogna partire per il ritiro, eccetera, eccetera, eccetera. I componenti del comitato si tassano per quanto le loro possibilità lo consentano, si tratta di persone che vivono di onesto lavoro e con famiglia a carico, firmano le fidejussioni per la Lega e... inizia il Campionato.
Prima partita Viterbese-Turris 2-1. In vantaggio con Voza, ci facciamo sorprendere da una doppietta del centravanti avversario Balducci al 90 e al 93, in pieno recupero. Facce tetre negli spogliatoi, ma il tecnico Esposito dichiara: "oggi ho capito che con questa squadra arriveremo ai play-off". La contestazione continua; la domenica successiva battiamo il Teramo in casa con un secco 2-0 con doppietta di De Carolis. I soliti competenti fanno rilevare l'assoluta inconsistenza dell'avversario (fallirà i play-off per pochi punti).
Si parte per Battipaglia per affrontare quella che sarà la squadra dominatrice del girone e perderemo su rigore per 1-0. Cori di "vergogna", "venduti" etc.etc. La squadra , il tecnico, e la società a questo punto si chiudono a riccio e limitano i rapporti con la tifoseria più agitata allo stretto indispensabile; gli allenamenti vengono effettuati a porte chiuse o in stadi di città limitrofe.
A fronte di tanti sacrifici, di tante difficoltà giornaliermente affrontate, ci si sente traditi proprio dai nostri tifosi più cari. Scatta in questo momento nel tecnico e nei giocatori una voglia di rivalsa, una voglia di dimostrare di che pasta essi sono fatti. Diventano un blocco granitico contro cui non possono niente avversari, detrattori e...politici, come vedremo alla fine!
Il Liguori diventa inespugnabile, la nostra Turris colleziona risultati positivi in continuazione anche in trasferta come a Benevento, Catania, Juve Terranova, Chieti, Matera, Taranto. In questo lasso di tempo ci sarà solo la sconfitta su rigore a Catanzaro davanti ad oltre diecimila persone.
Finisce il girone d'andata e siamo al quinto posto in zona play-off. La contestazione però continua: "si tratta solo di fortuna, le altre squadre adesso ci raggiungeranno"...e gli Ultras, che fanno? Hanno ancora gli striscioni capovolti!!! C'è qualcuno però che incomincia a cambiare opinione, chi non osava mostrare il proprio apprezzamento, ora si fa avanti ed anche i giornali sportivi incominciano a prestarci più considerazione.
L'apertura del sito internet fa notizia e il Guerin Sportivo ci dedica una pagina, decantando, oltre i risultati della squadra, anche l'oculatezza con cui essa è condotta. Nei primi tre mesi più di quattromila torresi sparsi per il mondo si collegano con il nostro "sito" e subito dopo la fine delle partite siamo costretti ad un aggiornamento velocissimo, altrimenti sono proteste.
Il nostro capitano Fabrizio Baldini entra nei "Top-eleven" di tutta la serie C 1 e C2 nazionale. Sassanelli è soprannominato "il ragno" in ricordo del grande Cudicini, Tarantino è detto "Furino", Di Criscio "Savicevic", Baldini è "Beckenbauer", Di Meo, "Bruscolotti". Nell'economia della squadra salgono in cattedra Dell'Oglio, Antonaccio, Barbini, Barrucci, Siniscalco e diventano insuperabili e determinati: non c'è scampo per nessuno. Ferruccio Castaldo, Leopoldo Vitiello, Gennaro Buonocore, Capaianca, Mario "o Russo", Tonino e Giovanni Scognamiglio, Mario Vocca, Giacomo Fiorentino, Gennaro Gentile, Raimondo Gemma, Raffaele Polese, Don Gaetano, Ciro Palomba, Michele Mazzarella e tutti gli altri appassionati di Via Veneto, ormai ribattezzata "Coverciano", capiscono che si può far bene, dimenticano ogni delusione passata e lasciando da parte ogni risentimento. la contestazione va scemando e gli Acampora e gli Apparenza possono affiancarsi al comitato di reggenza per portare a termine il Campionato.
Al Liguori perdono tutte le grandi ad eccezione del Benevento che pareggia e del Taranto e alla fine del campionato siamo nei Play-off dietro Battipagliese e Benevento, come aveva previsto dopo la prima partita, Mister Esposito. Ci prepariamo ad affrontare questi ulteriori spareggi con l'animo timoroso di subire una nuova delusione dopo quelle col Sora, Casarano e Trapani.
E' dal 1953 con la Bagnolese che non vinciamo uno spareggio e ne abbiamo fatti tantissimi, tutti persi. Come andrà stavolta? I menagramo o "le secce" come diciamo dalle nostre parti, sono tanti, ma stavolta il nostro tecnico ha portato alla fine del campionato una squadra in grande forma. Lo staff medico ed i preparatori atletici hanno fatto un buon lavoro: siamo prontissimi, atleticamente e psicologicamente. Potranno sconfiggerci solo con le cannonate.
Il 31 maggio gara di andata Catania-Turris. Il Cibali si presenta gremito da 17.000 spettatori con un incasso di 250.000.000 di lire: come una partita di serie A. Agli ordini di Guiducci di Arezzo la Turris si schiera con la sua formazione base ed alla fine gli attacchi di D'Isidoro e Pannitteri non approderanno a nulla contro la nostra difesa e contro Sassanelli, che si dimostra portiere di serie superiore. risultato finale 0-0.
Ci stiamo preparando per la partita di ritorno al Liguori, quando un'interpellanza parlamentare dei deputati ai AN La Russa, Tarantino e Tatarella, catanesi, fa presente al Ministro degli Interni che, a fronte di un previsto afflusso di circa 13.000 tifosi catanesi al seguito della squadra, lo stadio torrese non offriva garanzie di sicurezza, per cui chiedeva lo svolgimento della partita in campo più idoneo. Il prefetto di Napoli Catalani convocava il Questore di Napoli La Barbera e tutti gli organi preposti alla sicurezza, nonchè il Sindaco di Torre del Greco Cutolo, i dirigenti della Turris e i dirigenti federali della Lega, organizzatrice dei Play-off. Alla fine di una riunione bollente, il vice questore di Torre Urti, dovette convenire che, a fronte di un arrivo di tredicimila persone, l'incolumità di tutti non era obiettivamente assicurabile. Fu deciso perciò di giocare al Partenio di Avellino. Con Bevo al posto di Di Criscio squalificato e agli ordini dell'arbitro Sputore di Vasto, la Turris impartisce una lezione di calcio al Catania e con un eurogol di Antonaccio batte il Catania ed accede alla finalissima col Benevento, che intanto aveva eliminato il Catanzaro..... a proposito, dimenticavo di dirvi che da Catania arrivarono quasi 1300 (milletrecento) tifosi e la politica stavolta fa davvero una brutta figura. In verità anche la Lega si è dimostrata stranamente ingenua e sappiamo che ingenua non lo è mai stata.....ma pensiamo già al Benevento.
Il 15 giugno 1997, ancora al Partenio di Avellino, agli ordini di Paparesta di Bari, figlio d'arte, in uno stadio gremitissimo da beneventani e torresi, oltre che da avellinesi, alle 16.30 incomincia Benevento-Turris; un pareggio qualificherebbe i beneventani perchè meglio piazzati in classifica regolare. I Torresi rimasti a casa sono incollati alle radio, che trasmettono in diretta; le strade di Torre sono deserte, nessuno parla, nessuno cammina per le vie. Dobbiamo assolutamente vincere.
Nel primo tempo il Benevento gioca bene e in un paio di occasioni cerca di mettere al sicuro il risultato, ma Sassanelli fa buona guardia. Nel secondo tempo il caldo fiacca il Benevento mentre i nostri sembrano volare. I sanniti si accontenterebbero del pareggio, ma noi sembriamo indiavolati. Barbini sull'out sinistro domina e serve Dell'Oglio fuori area; tiro a fil di palo e... rete!!!
Diventiamo pazzi di gioia, Vittorio Bisbiglia è colto da malore ed il radiocronista Mario Pepe racconta in diretta la gioia del gol e il malore del nostro Vice Presidente. Sono attimi intensissimi; Antonaccio recupera un pallone a centro campo sull'out sinistro e sembra perdere tempo, poi d'improvviso parte in slalom e si beve quattro avversari, arriva sul fondo e serve Barrucci al centro, che infila in rete.....Dio mio aiutaci tu, qui rischiamo l'infarto in centomila. Bisbiglia si riprende e con un fil di voce chiede: stiamo ancora 1-0? Alla risposta che siamo 2-0, rivà giù e ci vuole un medico veramente pratico per farlo rinvenire.
Sugli spalti si grida e si piange, si balla e si salta. Le "secce" e i menagramo non sono mai esistiti, abbracciamo anche quelli. Botti terrificanti scoppiano a Torre, sembra l'eruzione del Vesuvio. Le bandiere tenute nascoste per scaramanzia escono dai balconi, vengono portate per strada. Don Onofrio Langella, parroco di Santa Croce e consigliere spirituale della squadra, durante l'Omelia ha la notizia dal sacrestano che la partita è ormai vinta e non regge alla tentazione di dare la buona novella ai fedeli presenti in chiesa che, vecchietti e vecchiette compresi, esplodono in un poco ecumenico applauso... e le campane suonarono a distesa e tutti capirono. Questo è il calcio, questo combina la nostra Turris. Antonio De Ponte, dove sei, porca miseria!

(Qui di seguito continua la storia della Turris con Giuseppe Ondato).
La stagione 1997-98 vede quindi la Turris disputare il suo terzo campionato di serie C1 negli ultimi 4 anni. La squadra che vinse sul campo la C1 non venne riconfermata in blocco, molte furono le partenze non senza qualche rimpianto, la perdita di gente come Sassanelli, Baldini, Antonaccio, dell'Oglio si fece sentire per l'intero arco del torneo, lo società infatti non fu in grado di rimpiazzarli a dovere e a Torre arrivarò gente inesperta per la categoria. Nuova fu la rosa ma nuovo fu anche il tecnico, Esposito infatti vistosi smantellare la squadra decise di mollare e al suo posto venne ingaggiato l'esordiente Geretto che restò per tutto il torneo alla guida della squadra rivelandosi un ottimo allenatore.La stagione 97-98 fu molto tormentata, caratterizzata dagli ignobili incidenti del 18 gennaio al Liguori nel derby col Savoia che segnarono negativamente la stagione provocando la squalifica del Liguori per due turni e forte ammende per la società che perse anche l'apporto di numerosi tifosi diffidati dalla celere. La Turris di quel campionato si mantenne sempre nei bassifondi della classifica senza mai dare cenno di una svolta positiva, così a malincuore la Turris fu per la terza volta consecutiva in C1 costretta a disputare i spareggi dei play out dove incontrò i terribili ragazzi della Lodigiani che vinsero la prima al Liguori un 1-2 e poi il ritorno al Flaminio 1-0 condannando la Turris alla terza retrocessione in C2 su tre campionati di C1 disputati. Nel 98-99 la Turris si ritrovava di nuovo in C2, molti i tifosi che non ci credevano più e iniziò quel periodo di disaffezione verso la Turris.La guida tecnica fu affidato ad un certo Russo amante del gioco alla Merolla, il Ds Ferraro costruì un ottima squadra con Di Muro tra i pali, Rizzioli, De Carolis, Acampora,Torlo,Sugoni, Cunti ,Vitiello,D'Antò, tutta gente di un certo calibro per la C2, ma le cose non andarono subito bene e così a Russo subentrò Ciccio Esposito che in poco tempo diede spessore alla squadra che otteneva sempre di più il consenso della gente, in molti credevano in una nuova possibile promozione ma non fu così.La Turris dovette aspettare l'ultima giornata del campionato per battere il Sora sul suo campo 1-3 e aggrappare in extremis il quinto posto in classifica, l'ultimo ancora utile per partecipare ai play off. Il calendario vedeva Turris-Messina e Benevento-Catanzaro . Al Liguori la partita venne trasmessa alla Campania e alla Sicilia in diretta televisiva su Rai tre visto il numero considerevole di tifosi siciliani interessati alla gara. La partita era difficilissima e la Turris passò dopo venti minuti in vantaggio con un gran goal di Tommy De Carolis,ma le assenze per squalifica di Rizzioli e Acampora si fecero subito sentire infatti la Turris non riuscì a chiudere l'incontro subendo il pareggio per opera di Passiatore lesto ad approfittare di uno svarione difensivo. Finì 1-1 e con questa partita finì anche la storia del Gruppo Ultras 77' che dopo i fatti col Savoia dovette subire altre accuse dovute allo scoppio di un petardo che ferì un ufficiale delle forze dell'ordine sul terreno di gioco con conseguente carica della polizia sulla tribuna. IL ritorno ormai dopo il pareggio del Liguori aveva poco da dire ma in Sicilia la Turris mise alle corde il Messina per buona parte dell'incontro, ma alla fine dovette arrendersi al goal di Torino capocannoniere di tutta la serie C che regalò la finale poi persa col Benevento. La stagione 99-00 è segnata dall'addio già annunciato spesse volte dei fratelli Acampora che trovano nel professore Sasso l'unico in grado di evitare il fallimento. Con pochi soldi acquisì la gestione momentanea della Turris, lui che era un'esperto di salvataggi societari era anche una persona che nell'ambito del calcio era molto conosciuto, in poche parole l'uomo giusto nel posto giusto per poter salvare la Turris. Con l'aiuto di Ferraro allestì una squadra giovanissima formata di molti componenti della primavera del Napoli completati da giovani promettenti, la panchina venne affidata ad Alfredo Ballarò grande giocatore della Turris di un tempo, egli però entrò subito in rotta di collisione con Ferraro che lasciò la Turris. Il ritiro fu fatto stesso a Torre, la società con Sasso al vertice doveva risparmiare il più possibile per ripianare i debiti accumulatesi nelle gestioni passate, allora si parlava di 2 miliardi e mezzo da sanare. Il buon professore attendeva che qualcuno si facesse avanti nel frattempo la Turris iniziò malamente il torneo incassando goal a raffica e pochissimi punti in classifica. Fu proprio un certo Smimmero che decise vista l'uscita di scena degli Acampora di farsi avanti per ripianare debiti e salvare la Turris dall'incubo serie D. Smimmero con l'aiuto di alcuni suoi amici rinforzò la squadra con l'acquisto di Marinacci (portiere),Galli,Ruggiero,Gioacchino e Landini dalla Nocerina, sostituì il tecnico Ballarò con il sergente Lombardi che non riuscì ad evitare i play out.Qui la Turris se la vide con il Nardò battendolo 2-1 a Torre e pareggiando dopo uno svantaggio di due goal  una partita incredibile finita sull' 2-2 riuscendo così nell'impresa di salvare la Turris dalla retrocessione. L'anno 2000-2001 doveva essere l'anno del riscatto corallino, Smimmero e i suoi prima intrapresero un programma che doveva ancora ripianare il resto dei debiti puntando su un campionato di media-alta classifica. I litigi tra Sasso e Smimmero sul tipo di Turris da allestire crearono una spaccatura tra i due che finì con l'ennesimo addio di Smimmero che lasciò la gestione societaria a Sasso. Quest' ultimo si affidò all'esperienza di Felicio Ferraro che tornò dopo appena un anno ad allestire la squadra. La panchina dopo le voci che la davano a Merolla finì allo sfortunato Apuzzo che veniva da due retrocessioni consecutive con Battipagliese e Giorgione. Ferraro allestì sulla carta una squadra che puntava alla promozione passando per i play off, ingaggiando gente come Rizzioli un ritorno per lui, Matticari, Migliaccio, Pinto, Maddè e tanti altri buoni giocatori. La piazza ritornava a sognare i goal di Rizzioli e la promozione in C1.Le cose non andarono come tutti volevano,del resto sapete tutti come è andato quel campionato maledetto, che dopo 30 anni ci ha rispedito in serie D. La stagione 2001-02 la Turris si ritrova senza una società solida alle spalle, con il solo Mimmo Pesce a fare il Presidente senza "soldi", affronta un campionto di serie D sempre all'ultimo posto, si inizia col bravo Ussia in panchina, che farà in tempo per dimettersi visto l'ambiente intorno a lui e alla non squadra a sua disposizione. In soccorso dell Turris si getta la bandiera di sempre Enzo Strino, ma anch'egli dopo aver richiesto invano rinforzi al suo Presidente si deve arrendere, in panca ci finisce mistre Formicola, che dopo aver avuto qualche rinforzo stenta a fare risultato perdendo su quasi tutti i campi, senza migliorare i risultati dei sui predecessori. La squadra allo sfascio totale con calciatori non pagati che vanno via si affida a Rajola allenatore della juniores, che fa debuttare in prima squadra mezza juniores, in un campionato che vede la Turris chiudere all'ultimo posto con la umiliante retrocessione in serie Eccellenza. L'Eccellenza parte ancora senza una vera società con Pesce sempre più allo sbando, in campo scende una Turris formata per lo più dai ragazzi della juniores, tante e tante sconfitte faranno sprofondare sempre di più una piazza dichiarata ormai scomparsa da ogni organo di stanpa. Tutti si attendono il fallimento, ma Pesce continua ad umiliare i tifosi corallini con un secondo campionato da ultimo posto, è la stagione 2002-03 la Turris retrocede e scompare per sempre nella polvere della Promozione! Nell'estate del 2003 Pesce si fa da parte per sempre, la società F.C Turris1944 si avvia mestamente al fallimento ed i tifosi corallini a luglio manifesteranno con una sorte di corteo funebre la morte della loro squadra del cuore. Ad agosto la svolta. Un gruppo di imprenditori locali (Di Ruocco Francesco, Iovane Rino, Mondola, Maraniello Giocanni, Antonio Garofalo, Taratino) capeggiati da Rosario Gaglione acquista il titolo del Gaudianum, la squadra di Qualano che ironia della sorte pochi mesi fa aveva vinto proprio contro la Turris lo scontro salvezza. Il gruppo di imprenditori presenta il proprio programma alla piazza torrese all'hotel Santa Teresa, c'è voglia di rilanciare il calcio in città e molti tifosi appoggieranno il progetto. Si riparte dall'Eccellenza col nome di Gaudianum Torrese almeno per un anno la nostra Turris si chiamerà così, sarà una squadra allestita di fretta e furia ma che ottiene sin da subito degli ottimi risultati, a dicembre la società rinforza la squadra col tentativo di insidiare le prime posizioni, ci si accontenterà di un terzo posto con Massaro in panchina. La stagione 2004-05 si apre con una nuova sorpresa, la società con una scelta molto sofferta decide di acquistare il titolo dell'Ercolanese militante in serie D ed inscrivere così la Turris al campionato Nazionale Dilettanti, In panchina viene confermato Massaro.

Fonte: Appunti di Storia della Turris tratti dal libro: La Turris 1944/1994, cinquant'anni di calcio a Torre del Greco di Giuseppe Picciano. Si ringraziano anche Antonio Abbagnano e Giuseppe Ondato per una parte del contenuto.


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