Turris, 5 motivi per non temere la scomparsa. E per non affidarsi al primo di turno...

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1966 volte
Turris, 5 motivi per non temere la scomparsa. E per non affidarsi al primo di turno...

Nonostante le dimissioni in blocco della società corallina, a Torre del Greco per il momento non si avverte la seria preoccupazione di non vedere più il calcio nella città del corallo. Vuoi perché c'è la sensazione che in ogni caso alla fine spunterà sempre qualcuno disposto a rilevarla, come dimostrano già i primi abboccamenti, vuoi perché in molti hanno acquisito la consapevolezza che forse è meglio un anno sabbatico e di riflessione piuttosto che un altro di patemi e tensioni. Tuttavia sono almeno 5 i motivi per cui riteniamo di non dover temere un'estate di passione o la vera e propria scomparsa della Turris:

IL TITOLO - A differenza di 3 anni fa, dove Torre si ritrovò improvvisamente senza nulla, questa volta un titolo sportivo c'è ed è già in serie D. Una base importante per eventuali interessati, dato che negli ultimi anni molte piazze sono stati costrette a ripartire dall'Eccellenza, vista la penuria di titoli "spendibili" in Interregionale ed i costi esorbitanti per accedervi.

LOGO E NOME - Ripartire con un altro titolo, comporta anche il sacrificio del nome. Il primo anno è impossibile utilizzare la denominazione storica, il che comporta automaticamente un po' di freddezza in alcuni tifosi nello sposare il nuovo progetto. Uno scenario che Torre ha già vissuto sulla propria pelle (vedi il caso del Torre o Turris Neapolis e del Miano) e sa quanto è importante avere il proprio vessillo e la propria veste storica anche sul piano burocratico per creare senso di attaccamento nei confronti della squadra. Nome, logo e marchio, problemi che Torre oggi non ha, a differenza di altre piazze, potendo contare già su un titolo sportivo.

BACINO D'UTENZA - Fermo restando che il calo spettatori è un fenomeno che colpisce inesorabilmente tutto il calcio minore, numeri alla mano Torre del Greco resta comunque una delle piazze calcistiche con il maggior bacino d'utenza in Campania. Un dettaglio di non poco conto per eventuali imprenditori intenzionati a investire nel calcio, dato che le città in cui è possibile ipotizzare anche un piccolo incasso ai botteghini si contano sulle dita della mano e tra queste c'è sicuramente Torre. Come confermano le cifre registrate in termini di sponsor e abbonamenti l'estate scorsa.

STADIO - Si è parlato sempre di un Liguori in decadenza, ma ciononostante in serie D non si vedono impianti migliori all'interno dei confini nostrani, salvo qualche eccezione. Inoltre i 500 mila euro in arrivo dalla Regione per le Universiadi sono una manna dal cielo per garantire quella ristrutturazione necessaria per essere conforme ai canoni della Lega Pro.

SETTORE GIOVANILE - Per molti il settore giovanile è solo una seccatura. Sono tanti infatti i presidenti che delegano a terzi questa incombenza, sia per mancanza di tempo che di risorse. A Torre questo non sarebbe un problema, dato che il vivaio corallino ha già una sua struttura e funziona, sotto la presidenza dell'imprenditore torrese Antonio Colantonio, disposto a partecipare in maniera importante anche nella gestione della prima squadra.   

Insomma, motivi che lasciano ipotizzare il futuro senza grossa apprensione e che permettono alla piazza di non doversi affidare al primo di turno pur di scongiurare la morte. Se bisogna cambiare, bisogna farlo per migliorare, evitando di mettersi in mani poco raccomandabili e rischiose. La Turris è pur sempre una cosa seria!