Tensioni Turris-Comune: chi deve sistemare gli spogliatoi? Eppure lo stadio è stato omologato...

 di Nello Giannantonio  articolo letto 873 volte
Tensioni Turris-Comune: chi deve sistemare gli spogliatoi? Eppure lo stadio è stato omologato...

Adesso la risoluzione del nuovo caso-Liguori (Turris costretta a disputare le gare ufficiali senza uso della tribuna causa interdizione degli spogliatoi e dei locali-docce lato Vesuvio) si gioca sul sottile confine tra manutenzione ordinaria (a carico del concessionario dell’impianto) e manutenzione straordinaria (a carico del Comune) nell’ambito della gestione dello stadio assegnata di recente alla società corallina. Chi deve provvedere alla riparazione degli spogliatoi dopo le pericolose crepe che si sono aperte nelle pareti? La convenzione elenca tra gli interventi di manutenzione ordinaria a carico del gestore, ad esempio, anche “riparazione e rifacimento di intonaci interni ed esterni” così come “riparazione di rivestimenti e di pavimenti”, mentre sono a carico dell’amministrazione comunale “i lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo funzionale che dovessero rendersi necessari” (in questo caso, il concessionario Turris, per gli interventi che rivestano carattere d’urgenza “la cui mancata esecuzione pregiudichi il normale utilizzo dell’impianto”, può richiedere all’ente di provvedervi entro e non oltre trenta giorni). In tal senso, la fresca comunicazione del Comune a firma del dirigente Luisa Sorrentino, che ha inibito l’uso degli spogliatoi lato Vesuvio (inducendo il commissariato locale a disporre la chiusura al pubblico della tribuna per Turris-Gragnano), sembra andare in direzione di un intervento a carico del Comune, laddove motiva l’interdizione della zona spogliatoi “nelle more dell’esecuzione dei lavori di eliminazione del pericolo” e “dopo il sopralluogo dell’Ufficio Tecnico”. Ma che tempi potrebbe avere un intervento del Comune, tra l’altro già richiesto a mezzo posta certificata dalla Ap Turris nei giorni scorsi? La società corallina, sempre da convenzione, potrebbe anche decidere di procedere autonomamente ai necessari interventi di ristrutturazione (previa una semplice autorizzazione del Comune), ma in questo caso senza accedere ad alcun rimborso pubblico. E allora la battaglia è aperta. La Turris insiste per un repentino intervento a carico del Comune, sostenendo di aver effettuato lavori di manutenzione degli spogliatoi dopo la sigla della convenzione e che solo successivamente l’emersione delle radici di un albero ed i successivi interventi operati avrebbero causato i danni "non ordinari" alle pareti degli spogliatoi. A supporto di questa tesi c’è l’omologazione del “Liguori” ottenuta appena il 3 ottobre 2016 dalla Lega Dilettanti (quindi tra la concessione ufficiale dello stadio alla Turris e le recenti problematiche). Omologazione che fa espresso riferimento anche agli spogliatoi (senza segnalare pericoli per l’incolumità degli atleti) e che conclude nell’attestare che “il campo sportivo è conforme alle norme sancite dalle carte federali”.