Picci: “Società corretta con me. E se restava la Turris dell’inizio avremmo vinto noi...”

Parla l'ex attaccante corallino, non certo tenero nei confronti di Giacomarro
 di Nello Giannantonio  articolo letto 1829 volte
foto Varo
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Si è sfogato Danucci, è intervenuto Giacomarro. Si è parlato di discorsi economici, spettanze, ritardi, ma anche di squadra inadeguata (lo ha ribadito il tecnico siciliano) rispetto agli obiettivi di partenza della Turris. Abbiamo allora chiesto un parere ad un altro “ex pesante” di questa stagione, Antonio Giulio Picci, che anche a distanza non ha mai smesso di seguire le sorti della Turris. “Ho letto delle ultime polemiche in casa Turris – conferma l’attuale centravanti del Gravina –. Chiaramente non conosco le ultime vicende interne ed esterne allo spogliatoio. Posso dire che con me la società è stata corretta: ci siamo venuti incontro nel momento in cui, a dicembre, loro hanno deciso in un certo senso di ridimensionare ed io avevo fortunatamente richieste di mercato. Fino a quando sono rimasto a Torre, i problemi che si fiutano dalle ultime polemiche non ce ne sono stati, anche perché diciamo che tutti noi calciatori ‘big’ presi in estate eravamo economicamente coperti almeno fino a novembre... Così come dico che io problemi di natura economica con la società non ne ho avuti – prosegue Picci -, al contempo devo anche riconoscere che Ciro Danucci è un amico ed un professionista che stimo e, quindi, non credo si sia inventato tutto di sana pianta. Ripeto, non conosco e non posso conoscere certe dinamiche della seconda parte di stagione”.

Le dinamiche della prima parte di stagione invece Picci le conosce bene e ancora oggi ha un forte rimpianto: “Quando ripenso alla Turris sto ancora male – confessa –. La piazza di Torre del Greco vive di calcio e meritava che si realizzassero le grandi aspettative di questa stagione. Certo, in partenza ci sono state delle difficoltà, comprese le mie tre giornate di squalifica, eppure resto del pensiero che, se dopo la sconfitta in casa con l’Aversa, fossimo rimasti compatti e la dirigenza avesse trasmesso tranquillità al gruppo, quella Turris si sarebbe arrivata a giocare la promozione fino alla fine. Prima di quella maledetta gara eravamo a sei punti dalla capolista, all’epoca l’Igea Virtus, che tra l’altro sapevamo non essere in grado di reggere fino all’ultimo. La Sicula Leonzio, che ora vincerà il campionato, stava dietro di noi. Lo dicono, insomma, anche i numeri che quella Turris non andava smantellata: bastavano una maggiore identità di gioco e qualche rinforzo sulle fasce che valorizzasse di più il parco attaccanti. Dal mercato di dicembre, invece, è lampante che la Turris ne sia uscita indebolita. Io stesso a Torre non ho fatto registrare i miei soliti numeri, ma magari sarebbe bastata una scintilla per svoltare e sono comunque certo che meno di quindici-sedici gol non avrei fatto. Sono andato a Gravina ed ho segnato otto gol in nove partite…”.

Su Giacomarro infine:Stendiamo un velo pietoso. Attenzione: lo considero un allenatore competente e navigato – conclude Picci -, ma non può continuare a dire che quella Turris fosse inadeguata: se una squadra è inadeguata non la prendi in corsa sapendo che l’obiettivo di società e ambiente è vincere il campionato”.