Nostalgia della vera Turris - L'ex Dell'Oglio a RadioChip: "Anni stupendi a Torre del Greco. Verrei di corsa ad allenarla..."

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 2131 volte
Nostalgia della vera Turris - L'ex Dell'Oglio a RadioChip: "Anni stupendi a Torre del Greco. Verrei di corsa ad allenarla..."

In un periodo ormai di reiterate mortificazioni per il blasone e la storia che contraddistinguono il nome Turris, per i tifosi corallini non resta che pensare ai vecchi fasti per trovare un po’ di sollievo. Ad alimentare la nostalgia dei supporters biancorossi ci ha pensato Antonio Dell’Oglio, giocatore simbolo di quella Turris che nella stagione ‘96/’97 conquistò la promozione in C1, battendo il Benevento nella finale playoff. Allora il Benevento piangeva, ma dal quel momento in poi le strade si invertirono. Oggi i sanniti festeggiano una clamorosa serie A, mentre i biancorossi rimangono intrappolati, quasi agonizzanti, nelle sabbie mobili del calcio dilettantistico.

NOSTALGIA CANAGLIA - Intervenuto a Radio Chip, nel corso della trasmissione "Ogni Maledetta Domenica", l’ex Dell’Oglio, quest’anno nello staff tecnico del San Marino insieme a Pino Di Meo (altro ex Turris), è ritornato sulla sua esperienza in biancorosso: “Ho indossato varie maglie nel corso della mia carriera (quasi 200 presenze nei Professionisti ed una finale di Coppa Uefa da titolare con la maglia della Fiorentina). Ma le due stagioni passate a Torre del Greco sono state stupende. Ricordo lo scetticismo al mio arrivo, soprattutto perché l’anno prima avevo giocato con i rivali storici della Juve Stabia. Ricordo infatti la corte di mister Esposito, che mi definiva come il tassello mancante per vincere il campionato. All’inizio ero un po’ restio sull’accettare proprio per i miei trascorsi ed infatti i primi tempi non furono facili, ma comunque credo di aver dato tutto per la maglia corallina e sono davvero onorato di aver giocato in questa piazza”. Accolto quasi come un nemico, Dell’Oglio ci mise poco per trasformarsi in vero idolo dei tifosi dei corallini: “Ricordo di quei 2 anni il forte connubio che si instaurò tra squadra e tifosi, che ci davano una carica incredibile. Il primo anno vincemmo il campionato contro il Benevento, mentre nella mia seconda esperienza (stagione ‘98/’99 dopo la parentesi all'Ascoli) arrivammo di nuovo ai playoff, ma ci fermammo contro il Messina. Il segreto di quelle due annate fu sicuramente il gruppo, ma alla base di tutto c’era una persona eccezionale come mister Esposito, che ringrazio di vero cuore per avermi dato tanto nell’avventura di Torre".

SUGGESTIONE FUTURA - Dopo una gloriosa carriera da calciatore, Dell’Oglio ora indossa i panni di allenatore. E non è detto che in futuro non possa ritrovare la Turris sotto questa nuova veste, come da lui stesso auspicato: Io e Pino Di Meo verremmo di corsa ad allenarla. Ad ogni modo mi piacerebbe tornare presto a Torre, anche soltanto per una partita con tutti gli ex…”.

Dal duello con Maradona all’esperienza in squadra con Batistuta, Dunga, Ranieri e Mazzone, Dell’Oglio parla anche del calcio moderno: Oggi non ci sono più modelli da seguire. Ai miei tempi si seguivano esempi di umiltà e sacrificio come Bagni. Oggi questi punti di riferimento non ci sono più. I giovani di oggi si sentono già arrivati. Ho dato tanto al calcio ed il calcio ha dato tanto a me. Ma per arrivare a certi livelli c’è bisogno di tanti sacrifici”.

Per riascoltare tutta l’intervista integrale, ecco la puntata integrale in onda su Radio Chip, a partire dal minuto 20:00…