L'andata da Zero a Dieci…Il presidente social, il virus del Liguori e quella fortuna di chiamarsi Turris…

 di Salvatore Pellino  articolo letto 1281 volte
L'andata da Zero a Dieci…Il presidente social, il virus del Liguori e quella fortuna di chiamarsi Turris…

ZERO alla fortuna di chiamarsi Turris. Bisognava scomodare il Miano per vincere un campionato, seppur di Eccellenza. Quest’anno squadra fatta a luglio ma a dicembre si palesa il fallimento tecnico con un campionato andato... Giocatori arrivati quest’estate in pompa magna rendono al di sotto del proprio standard, colpiti forse dal ‘virus Liguori’… Un girone confezionato con i fiocchi (nessuna corazzata e con una Cavese partita in netto ritardo). Eppure a dicembre stiamo già parlando del campionato dei rimpianti…roba da Turris, un nome un destino…

UNO il gol su azione di Picci (il due a zero contro la Sarnese di testa). Un giocatore più mediatico che altro. In campo tante parole e pochi fatti. Aveva inaugurato la campagna acquisti corallina, ma a conti fatti è stata la più grande delusione…

DUE gli allenatori che hanno guidato la Turris. Accomunati dallo stesso destino, non godere della fiducia di tutta la società. Da un lato Baratto, confermato a maggio troppo velocemente e mandato via altrettanto velocemente dopo la sconfitta di Nocera. Non riesce a dare un’identità alla squadra, si spera possa farlo nel girone di ritorno. Dall’altro Giacomarro, allenatore di grande esperienza ma arrivato a Torre con tanta presunzione. Poteva essere l’uomo giusto (non diciamo che è un allenatore incompetente, guardiamo con lucidità la sua carriera!) ma arrivato nel momento e contesto sbagliato. E’ l’artefice del primo e forse decisivo crollo della Turris. Baratto&Giacomarro, vittime e carnefici…

TRE vittorie consecutive e TRE sconfitte consecutive rispettivamente tra fine novembre e inizio dicembre. Il filotto di vittorie nel momento peggiore con Rende, Palmese e Sancataldese fa credere nella rimonta ma è la miglioria prima della morte. Segue un dicembre nefasto quando l’entusiasmo della piazza era tornato alto. Una Turris ‘maledetta’…

QUATTRO al presidente social. Il tentativo di creare un entusiasmo contagioso in estate si è rivelato un boomerang dagli effetti devastanti. Dagli Habemus, passando per la Grande Bellezza arrivando all’esonero su Facebook di Baratto… Per il futuro si consiglia più prudenza!

CINQUE come le dita sulla guancia. Uno schiaffo per tutta la piazza corallina che mai come quest’anno ci aveva creduto. Una città che mai come quest’anno aveva sostenuto il progetto Turris a suon di abbonamenti e sponsor. Parlare a dicembre di stagione altamente compromessa è una mazzata per l’intera tifoseria. Difficile ricreare quest’entusiasmo nel breve periodo, ma non distruggiamo tutto quello che c’è. Se l’anno prossimo questa società vuole riprovarci? Se si conferma la base economica di quest’anno? Se Scarlato e company fanno tesoro degli errori di quest’anno? Una seconda possibilità va data a tutti…

SEI al mercato dicembrino. Arrivano a Torre giocatori importanti per la categoria ma non tutti pronti per l’uso. Tedesco e Maraucci le uniche certezze. Improta ha iniziato la stagione solo a novembre, Danti non gioca da sei mesi, Gallozzi ha fatto crack al primo contrasto. A condizioni ottimali sono giocatori che in D farebbero faville, ‘virus’ permettendo…

SETTE come le sconfitte totali. Un’enormità per una squadra con ambizioni da vertice. Uno dei limiti di questa Turris è stato proprio quello di non saper fare ‘zero a zero’ quando non riesce a vincere.

OTTO agli investimenti fatti dalla società, sia in estate che a dicembre. Ma QUATTRO a come questi investimenti hanno fruttato. A questa società si può dire di tutto, ma no che non abbia investito. Gente come Scarlato, Mascolo e Colantonio ha portato nuova linfa alle casse societarie. Alzi la mano chi quest’estate non si stropicciava gli occhi leggendo la rosa della Turris? Poi il campo ha detto tutt’altro e se cumuliamo alcuni errori di gestione con un pizzico di mala sorte, il risultato era inevitabile…

NOVE gare al Liguori e 13 punti. In media circa 1000 spettatori in casa come rivelano le statistiche di Transfermarkt al termine del girone di andata. Turris seconda per tifo alla sola Cavese che chiude con poco più di mille unità in media. Un dato inconfutabile: la piazza corallina ha risposto presente!

DIECI (+ DUE) come i punti di distacco dall’Igea. Parlare ancora di primo posto, di crederci se si fa un filotto, di Igea che non regge sembra alquanto fuori luogo. La realtà è un’altra…Giugliano ha dichiarato che la società è pronta per il ripescaggio, allora non resta che puntare ai playoff. L’obiettivo minimo ma che oggi è il massimo a cui può ambire la Turris…