L'analisi post Picerno - Turris, se viene meno anche la quantità son dolori. Ma la piazza ha dimostrato buon senso...

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 807 volte
L'analisi post Picerno - Turris, se viene meno anche la quantità son dolori. Ma la piazza ha dimostrato buon senso...

Dalla prestazione gagliarda, concreta e convincente di Volla, a quella deludente, allarmante e umiliante del Liguori. La drastica involuzione della Turris nel giro di soli 3 giorni può avere poche spiegazioni, se non quella di un tracollo fisico e mentale netto, dovuto ad un tour de force che sta spremendo una rosa costretta ad andare sempre a mille per nascondere i propri limiti tecnici e, oggettivamente, con pochi ricambi all'altezza per far riposare i più stanchi. La pesante sconfitta di ieri ha messo a nudo i contro di questa Turris, di una squadra che può vincere e perdere, anche in maniera roboante, contro tutti.   

I meriti di questa squadra, ossia l'organizzazione, la corsa, l'aggressività allo stesso tempo sono indicatori anche dei suoi limiti. Non appena infatti manca anche una sola di queste componenti, la rosa si sfalda come un castello di sabbia, nel quale basta toccare un granello per far crollare tutto. Questa non è un Turris attrezzata per fronteggiare anche le giornate storte, infatti se il collettivo non gira, non ci sono poi individualità alle quali aggrapparsi per poter rimediare anche con una sortita personale o per limitare i danni. Finora la forza degli uomini di Carannante è stata nel gruppo, ma se lo stesso non gira all'unisono allora sono dolori atroci, come successo ieri.

Il ko del Liguori ovviamente non deve generare catastrofismi, anche perché con i punti conquistati sul campo la Turris oggi sarebbe comunque ottava in classifica a quota 14 punti, in linea con la media salvezza. Ma il segnale emerso ieri non va trascurato e deve essere un monito per la società, utile per capire quali passi compiere nel mercato di dicembre e come compierli. Probabilmente qualche ritocco va fatto non solo in attacco, ad oggi il vero punto debole dei corallini. Ma, nell'ottica dei 5 cambi, male non sarebbero dei ricambi all'altezza dei titolari, in modo da sfruttare una panchina che ad oggi non ha offerto grandi soluzioni a mister Carannante, a differenza di altri tecnici che hanno potuto cambiare l'inerzia di alcune gare proprio grazie alle sostituzioni.

Lo stesso tecnico corallino ora è chiamato a lavorare sulla testa dei giocatori, più che su un'idea di gioco testata e ripetuta dall'inizio del ritiro, nonché abbastanza assimilata. Sconfitte come queste possono minare l'autostima di una squadra giovanissima e in quanto tale potenzialmente fragile sul piano dei nervi. Bisogna dunque evitare il contraccolpo psicologico e spingere la squadra a continuare quello che finora ha saputo fare, in attesa di un mercato di dicembre che a questo punto si preannuncia determinante per dare alla Turris quelle certezze in più nella corsa salvezza.

Da sottolineare, inoltre, il buon senso dell'ambiente, che nonostante una delle sconfitte più pesanti tra le mura amiche nella storia del club, ha probabilmente capito che la contestazione in questo momento sarebbe solo dannosa, come infilare il coltello in una piaga pericolosa, che deve essere tenuta necessariamente sotto controllo, almeno fino a dicembre.