Improta sblocca l'attacco: "Peccato per il pari. Il gol? Bisogna provarci sempre. Sul ruolo..."

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 886 volte
Improta sblocca l'attacco: "Peccato per il pari. Il gol? Bisogna provarci sempre. Sul ruolo..."

Il suo gol ha messo fine al digiuno dell’attacco della Turris. Umberto Improta si gode la prima rete con la maglia corallina, ma allo stesso tempo non nasconde il disappunto per una vittoria sfumata soltanto negli ultimi minuti contro l’Altamura: “La stavamo portando a casa - ammette Improta -. Poi purtroppo gli episodi ci hanno condannato. L’espulsione di Esempio era a dir poco esagerata e sul gol dell’Altamura c’era un fallo netto su Testa. Nonostante l’inferiorità numerica stavamo tenendo bene il campo. E’ un vero peccato, la vittoria sarebbe stata importantissima e meritata. In ogni caso torniamo a casa consapevoli di aver fatto bene contro un’altra ottima squadra come quella pugliese e questo non può che darci ulteriore fiducia”.

Sulla fatica dell’attacco ad andare in gol nelle domeniche precedenti: “Quando le punte non vanno a segno, le critiche sono legittime. Anche se, oltre alla cattiveria, in qualche occasione ci è mancato un pizzico di fortuna. A volte il calcio è strano, ci sono domeniche in cui la palla non vuole proprio entrare, altre invece come quella di ieri, dove un rimbalzo diverso mi ha permesso di segnare. L’importante è provarci sempre. Poi se l’attaccante fa gol è merito di tutta la squadra, così come non è soltanto colpa sua se non lo fa”.

Sulla posizione in campo e sul possibile impiego come falso nueve: “Sono a disposizione del mister e pronto a ricoprire qualsiasi ruolo. In carriera ho giocato ovunque, per me è indifferente. Ad Altamura ho spesso cambiato posizione con Sorriso, agendo anche per via centrale. L’importante è non lasciare zone scoperte”.

Sulla penalizzazione: Noi dobbiamo pensare solo al campo, al resto ci sta lavorando la società. Personalmente mi sto trovando benissimo a Torre e sono contento di lavorare con un ottimo gruppo sia sotto l’aspetto professionale che umano”.