IL POST DIMISSIONI - Che ora si lasci una Turris “pulita”. E Colantonio che intenzioni ha?

 di Nello Giannantonio  articolo letto 2182 volte
FOTO D'ORSI
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Che succederà adesso a Torre del Greco? Una discontinuità rispetto alla gestione societaria di questa stagione si era resa oramai necessaria: si può pure fallire sul campo la vittoria di un campionato, ma negli ultimi mesi si è assistito ad una escalation di brutte figure - dalla revoca stadio al recente caso stipendi - e nessun pubblico ‘mea culpa’ ha lasciato intendere che il gruppo Giugliano, oramai ai minimi storici di credibilità in città, potesse pensare di ripartire con un diverso modo di programmare. Gli eventi di domenica pomeriggio al “Liguori”, con la prima forte presa di posizione del tifo organizzato contro la attuale società in coerenza con le distanze prese in passato da altre gestioni della Turris nelle quali pure si era persa la fiducia, hanno solo accelerato il corso delle cose.

I comunicati odierni del presidente Giugliano prima e del gruppo dirigenziale a ruota (Colantonio compreso) aprono, però, alcuni forti interrogativi. Perché i dirigenti formalmente si dimettono, ma la proprietà del titolo sportivo legato alla associazione (non società) Ap Turris resta, formalmente, ancora nelle mani dell’imprenditore stabiese (non a caso gli stessi dirigenti parlano del “sodalizio di Giugliano”). Che succederà, ad esempio, se nessuno si farà avanti nei prossimi mesi e si avvicinerà intanto il termine per l’iscrizione al prossimo campionato? E che significa quel cedere tra virgolette nel comunicato del presidente? Che la Turris viene data gratuitamente a chi volesse prenderla, a patto che magari ci si accolli i residui debiti che dovessero restare dopo il 30 giugno? Anche se va registrato il passaggio dello stesso Giugliano nel quale si impegna “ad azzerare i pochi debiti che ci sono”. Già, al di là di come sono andate le cose, ora l’esigenza della piazza è che si lasci una Turris “pulita” o quasi, in modo consentire a qualcuno di pensare di poterle dare un futuro e non avere problemi nell’iscrivere la squadra finanche ad un “semplice” campionato di serie D.

Del resto, lasciare una Turris “pulita” sarebbe anche un valorizzare e dare seguito a quello che, prima di questa annata nerissima, il gruppo Giugliano aveva comunque costruito in sintonia con la piazza torrese e che, per onestà intellettuale, dobbiamo riconoscergli: dal restituire alla città un proprio titolo sportivo alla riappropriazione di nome e marchio storico.

Ora, inevitabilmente, la palla torna all’imprenditore locale Colantonio. L’attuale numero uno delle giovanili e “socio di minoranza” della Turris prima squadra figura tra i firmatari del secondo comunicato con il quale gli attuali dirigenti si sono irrevocabilmente dimessi seguendo la mossa di Giugliano. Significa un ufficiale tirarsi fuori anche da parte del presidente delle giovanili? Ad oggi, sarebbe inevitabilmente il suo nome quello più accreditato (e nel quale la piazza maggiormente confida) per raccogliere il testimone lasciato da Giugliano anche nella conduzione della prima squadra. Proprio così come è avvenuto di recente nella gestione dello stadio “Liguori”.