Il bilancio di Calce: "2016 da dimenticare, ma la più grande certezza resta la società. Sul futuro..."

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1580 volte
Il bilancio di Calce: "2016 da dimenticare, ma la più grande certezza resta la società. Sul futuro..."

Ultimi giorni del 2016 e tempi di bilancio anche in casa Turris. Bilanci ai quali non si sottrae il dg dei corallini Vincenzo Calce: "Mi ritengo una persona obiettiva e non faccio fatica a dire che per me calcisticamente è stato un 2016 da dimenticare. Infatti la prima metà dell'anno è coincisa con il girone di ritorno dello scorso campionato, durante il quale abbiamo subito un netto calo che ci fa fatto rischiare la retrocessione, nonostante un rendimento in casa da playoff. Per quanto concerne invece la stagione in corso, pur avendo allestito una squadra altamente competitiva in estate, chiudiamo l'anno solare lontani dagli obiettivi di vertice prefissati e nemmeno in zona playoff. Per questo non posso ritenermi assolutamente soddisfatto!".

I MOTIVI DEL FLOP - "Purtroppo nel calcio ci sono sempre componenti imprevedibili - ammette Calce -. Si può spendere tanto e non portare a casa il risultato, mentre magari ci riesce chi ha investito meno della metà e nemmeno si aspettava di poter competere per determinati traguardi. La delusione per come sono andate finora le cose è evidente, ma sicuramente non nutriamo il rimpianto o avvertiamo la colpa di non aver osato. E questo credo sia sotto gli occhi di tutti... Sfido chiunque a negare che ai nastri di partenza l'organico allestito non fosse ritenuto di ottimo livello. Abbiamo preso i migliori in circolazione senza badare a spese, puntando su giocatori che avevano già vinto tanto in carriera, da Picci ad Evacuo, passando per Palumbo".

LA CERTEZZA - Calce aggiunge: "I primi ad essere delusi per come siano andate finora le cose siamo noi, perché non abbiamo lesinato sforzi negli investimenti. Nonostante tutto, mi sento di dire che al momento la più grande certezza è proprio la società. Nonostante i risultati deludenti, che potevano anche legittimare un passo indietro e un netto ridimensionamento, nessuno è scappato via. La società è ancora coesa e presente, e manterrà gli impegni fino alla fine della stagione perché ci riteniamo persone serie. Adesso dobbiamo ripartire, c'è un intero girone di ritorno da disputare. Non voglio illudere nessuno dicendo che vinceremo il campionato, ma abbiamo l'obbligo di arrivare più in alto possibile, centrando almeno i playoff e provando a vincerli. In modo da poterci giocare anche le carte per un eventuale ripescaggio".

IL FUTURO - "Il presidente è stato chiaro sul futuro, nel caso in cui si faccia avanti qualcuno interessato a rilevarla. Tuttavia proprio perché ammiro e rispetto questa piazza, il mio caloroso invito è quello di non distruggere quanto di buono costruito finora e non senza fatica. I risultati purtroppo ci hanno detto male e sicuramente sono stati fatti degli errori, sempre in buona fede. Ma non è tutto da buttare. Resta una base importante, una società composta da investitori forti e dalla struttura economica importante, che ad oggi è molto difficile riscontrare in altri club e che per tale motivo sarebbe da incoraggiare piuttosto che da denigrare. Si può sempre migliorare, ma la certezza di avere un futuro e le possibilità economiche per poterci riprovare sarebbero a mio avviso le basi più importanti da cui ripartire".