I dubbi di Baratto: il 4-3-3 non è poi così scontato…

 di Nello Giannantonio  articolo letto 820 volte
foto VARO: rigore di tedesco
foto VARO: rigore di tedesco

L’intenzione tattica della sosta natalizia della Turris è il passaggio al 4-3-3 come sistema di gioco base per un girone di ritorno all’inseguimento dell’obiettivo minimo dei playoff. Se sarà tridente da subito, tuttavia, lo capiremo solo questa settimana (ripresa degli allenamenti domani al “Liguori”) e da una serie di maggiori indicazioni che trarranno mister Baratto ed il suo staff.

Primo dubbio: se Danti e Tedesco (i due esterni d’attacco indiziati a partire titolari nel nuovo modulo) non garantiranno una tenuta per novanta minuti, compresi i compiti in fase di copertura, la squadra potrebbe andare in affanno sulle fasce. Il secondo dubbio riguarda, invece, l’ipotetico centrocampo a tre senza lo squalificato Danucci, con le perplessità di affidare il ruolo di play al giovane ’97 Omar Joof.

LE DUE OPZIONI - E allora avanzano due ipotesi di “traghettamento”, almeno per la prima gara della ripesa, quella casalinga di domenica 8 gennaio contro il Gragnano. La prima in avanti, con Improta che, almeno in allenamento, sta mostrando di poter agire meglio svariando alle spalle di un riferimento centrale (più Tarallo che Varriale). In questo caso, si giocherebbe con un solo esterno “big” (presumibilmente il solo Tedesco in partenza) in un 4-4-2 a vocazione comunque più offensiva. E in questo tipo di 4-4-2, il giovane Omar potrebbe essere lanciato in regia sì ma con De Rosa al suo fianco. Il varo ufficiale del 4-3-3 verrebbe, così, rimandato alla seconda metà di gennaio (contando pure sul fatto che, nel frattempo, possa non giocarsi sul campo del Due Torri domenica 15 con conseguente vittoria a tavolio per la Turris). Sugli esterni bassi, infine, considerata la squalifica di Somma, contro il Gragnano sarà l’occasione per sfruttare l’altro ’96 della rosa, vale a dire Aldo Gazzaneo, tesserato dalla società nel corso del mercato di dicembre.