Gaglione-tifosi, prove di dialogo a RadioChip: "Di errori ne ho fatti, ma con me la Turris non ha mai dato un'immagine negativa..."

 di Vincenzo Piergallino  articolo letto 1840 volte
Gaglione-tifosi, prove di dialogo a RadioChip: "Di errori ne ho fatti, ma con me la Turris non ha mai dato un'immagine negativa..."

Prove di dialogo e chiarimento tra Rosario Gaglione ed i tifosi a RadioChip. L'ex presidente della Turris è intervenuto di persona nella trasmissione radiofonica, rispondendo alle domande dei supporters corallini ed esprimendo la propria opinione su quelli che in passato e tuttora sono i principali motivi di astio con una parte del tifo. "Durante i 6 anni al timone della Turris, di errori ne ho fatti - ammette Gaglione - ma non credo che sotto la mia presidenza la società abbia mai dato un'immagine negativa. In quegli anni infatti non mi sembra che qualche giocatore si sia lamentato per la mancata retribuzione degli stipendi o che ristoranti e fornitori abbiano denunciato mancati pagamenti. E non credo che durante la mia gestione l'iscrizione in estate sia mai stata a rischio. Detto questo, nonostante tutto credo di aver allestito sempre squadre importanti con giocatori importanti, come dimostra anche il prosieguo delle loro carriere. Il tutto sempre da solo, senza mai ricevere un contributo, ad eccezione dei 20 mila euro annui percepiti dalla Banca di Credito Popolare, come avvenuto con tutti i presidenti. Senza dimenticare che quando ho preso in gestione il Liguori, il terreno di gioco era in uno stato fatiscente. L'installazione del sintetico ha avuto un costo di 310 mila euro, di cui solo 80 ricevuti dal Comune, con il quale sono ancora in causa per questo motivo. La parte restante l'ho dovuta aggiungere io con i soldi messi a budget per la Turris attraverso rate mensili da 10 mila euro, oltre alla gestione ordinaria della squadra. Ho 59 anni e seguo la Turris da 52. Non ho bisogno di indossare sciarpe perché sono di Torre e la porto nel cuore".

IL MANCATO RIPESCAGGIO - "L'anno delle due finali purtroppo fu ripescato solo il Rimini, perché il Consiglio Federale aveva già stabilito che la vincitrice dei playoff di serie D sarebbe andata in Lega Pro. Non mi persi d'entusiasmo e cercai di allestire una squadra ancor più forte per vincere il campionato sul campo. Sono convinto che quella era una Turris fortissima, ma qualcosa non andò per il verso giusto e molti forse sanno anche il perché... Dopo un Turris-Ischia cacciai 2 giocatori dallo spogliatoio e non li feci più rientrare".

IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO - Sul passaggio del titolo della Fc Turris 1944 prima a Nola e poi a Vico: "Andai a fare calcio a Nola per salvare il titolo della Turris. Se ricordate bene, quando venne Moxedano disse che quel titolo non era 'buono', portando il suo. Per me invece era importante perché rappresentava Torre del Greco. Così, per non perderlo, andai a buttare altri soldi a Nola e poi a Vico, dove avevo un ruolo molto più marginale. Poi l'ho regalato dopo pochi mesi, quando mi sono reso conto che a Torre del Greco si sarebbe continuato con Moxedano".      

LA TRASFERTA DI VICO - Altra grande accusa mossa a Gaglione riguarda l'ubicazione dei tifosi della Turris durante la trasferta di Vico, dove furono ammassati in un settore troppo piccolo rispetto alle unità allora presenti: "Mi dispiace per quanto accaduto. Proprio perché si giocava contro la Turris, quella settimana non mi occupai di nulla, andando soltanto la domenica direttamente allo stadio a vedere la gara. L'allora direttore generale del Vico la mattina stessa decise di cambiare il settore in mia assenza, perché aveva saputo delle cose sul presidente Moxedano che non gli erano piaciute. Litigammo io e Giulio Russo con lui per fargli cambiare idea ma non ci fu verso, anche perché erano in casa loro ed io non comandavo niente. Era un periodo nel quale mi ero già distaccato dal club ed infatti 2 partite dopo andai via definitivamente".  

LOGO E MARCHIO - Sulla lunga trattativa per la cessione del logo e del marchio: "Non volevo darlo a chi inizialmente avrebbe dovuto detenerlo, perché per me non rappresentava la Turris. Alla fine l'ho regalato agli ultras e da loro non ho voluto un centesimo, come dimostra l'atto notarile. E non è vero che non volevo darlo a Giugliano. Pretendevo soltanto una richiesta scritta ed infatti in seguito non ci furono problemi, così come non ci furono con Moxedano, al quale diedi in logo in comodato d'uso per 2 anni".

IL MANCATO CONFRONTO CON I TIFOSI - Altra imputazione mossa a Gaglione riguarda il mancato confronto con i tifosi, una volta deciso di rilevare la Turris insieme a Colantonio, in virtù delle ruggini precedenti: "L'incontro con i tifosi l'avrei sicuramente fatto, ma solo dopo aver chiuso l'operazione. Farlo prima era inutile, perché se l'operazione non fosse andata in porto per un qualsiasi motivo, qualcuno avrebbe potuto dire che le mie erano solo chiacchiere. L'operazione non era per niente facile per motivi noti, ma non ci saremmo tirati indietro e l'avremmo perfezionata. Con me, oltre a Colantonio, c'erano anche altri 3 imprenditori pronti a seguirmi e già con esperienze nei dilettanti. Nonostante le problematiche, avremmo allestito sicuramente una squadra competitiva. E non nascondo che della rosa dell'ultimo anno mi sarebbe piaciuto riconfermare Joof, Di Girolamo, Varriale e Improta".

IL FUTURO - "Colantonio sta facendo di tutto per salvare la Turris e sono convinto che ci riuscirà, trovando altre persone che lo affianchino. Il mio sogno è un domani poter rifare la Turris con una società composta da soli torresi. Perché ci sono persone di Torre che hanno le possibilità per farlo ma finora non si sono mai esposte. Anche perché resto dell'idea che a questi livelli il calcio lo devono fare persone del posto. I forestieri, giustamente, dopo massimo 2 anni vanno via e ogni volta bisogna ricominciare da zero...".

Ecco il video integrale della trasmissione...