Gianlucadimarzio - La tifocronaca di Turris-Bari: "E' serie D, ma per un giorno sembra la Champions"

04.02.2019 12:20 di Vincenzo Piergallino   Vedi letture
Fonte: Gianlucadimarzio.com (Claudio Giambene)
Gianlucadimarzio - La tifocronaca di Turris-Bari: "E' serie D, ma per un giorno sembra la Champions"

La tifocronaca di Turris-Bari riportata dal portale Gianlucadimarzio.com

La folla sui balconi delle case che affacciano sul Liguori. Un corteo di tifosi per le strade della città arrivato allo stadio 90 minuti prima del fischio d’inizio. Quattromila persone a spingere la Turris alla sfida più attesa del girone I. Quinta giornata di ritorno, a Torre del Greco arriva il Bari. La capolista, la seconda squadra di De Laurentiis, quella che ha cannibalizzato questo angolo di serie D. “Se non li avessero messi con noi, avremmo vinto il campionato in carrozza”, dice qualche tifoso biancorosso nella pizzeria all’angolo. Rotoli di würstel e patate, birre e cori aspettando che tutto cominci. Dodici punti separano la Turris dal Bari. Forse troppi per sognare una rimonta , anche se il Bari ha una partita in più. 

Ne mancano una dozzina alla fine del torneo, ma in ogni caso questi novanta minuti valgono più della classifica. Lo si capisce dal contorno. La musica di dj Eric sparata a tutto volume, il vocalist Massimo al centro del terreno sintetico a caricare la gente. Eric e Massimo, riscaldatori di un ambiente già bollente. “E oggi ci mancano il capocannoniere Longo e Aliperta, faro del centrocampo”, racconta la gente. Il signor Armando, tifoso storico della Turris, fa la sua passerella in campo vestito di rosso e di talismani, mentre un manipolo di cheerleaders dotate di fumogeni allieta il prepartita.

In campo la Turris spinge e sfiora il gol con Guarracino, sostituto di Longo. Dall’altra parte l’icona Ciccio Brienza prende la traversa con un sinistro micidiale dai 20 metri. Guizzi di talento in mezzo a tanto nervosismo e a qualche svirgolata di troppo. Si va al riposo con la sensazione che il meglio debba ancora venire. E dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, arriva il lampo che scuote il Liguori. Punizione per la Turris, Celiento la mette in mezzo. Una serie di rimpalli fanno arrivare il pallone a Stefano Riccio. È un difensore centrale, ma il suo sinistro è da bomber consumato. Marfella è battuto, lo stadio impazzisce.

Al fischio del signor Di Marco da Ciampino, esplode il boato della gente di casa. Non sarà rilevato dai sismografi come l’urlo del San Paolo nelle serate di Champions, ma a Torre del Greco vale molto di più. Tre punti per inseguire un miracolo chiamato serie C. Forse non basterà neanche questa vittoria, ma l’onore è salvo. Zero gol presi in due partite, la consapevolezza di potersela giocare fino in fondo. Le signore ripongono i vessilli sui terrazzi. È quasi ora di preparare la cena. Sotto i balconi, la gente suona il clacson. È serie D, ma per un giorno sembra la Champions.

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