La carica di capitan Manzo: "E' giunta l'ora di riscrivere la storia"
Mettere da parte il pensiero di un campionato che sarà ricordato come quello dei grandi rimpianti e focalizzare tutta la concentrazione su novanta minuti che potrebbero cambiare il senso della stagione corallina. E’ questo il diktat che regna in tutto l’ambiente biancorosso, quando il countdown per la finale di Coppa Italia è ormai iniziato. Non ci saranno, nelle menti dei ragazzi di Fabiano, gli strascichi per quello che poteva essere ed invece non è stato: la squadra ha voglia di regalare qualcosa di importante alla città, parola di capitan Manzo, cuore ed anima di questa Turris. “La squadra è viva e sta lavorando bene, la voglia di centrare questo obiettivo è davvero tanta. Certo, le cose sono andate come tutti sappiamo, ma un’eventuale vittoria della Coppa unita ad un secondo posto permetterebbe comunque di archiviare come più che positiva la nostra stagione. Dove si trovano le motivazioni? Mettiamola così: se l’avessimo giocata il 25 aprile, così come era originariamente previsto, sarebbe stato tutto più difficile, visto che erano passati pochi giorni dallo scontro diretto con la Torres. Col tempo le ferite si cicatrizzano e gli stimoli vengono a galla da sé: sappiamo di avere un’occasione unica per regalare alla piazza quella coppa persa appena 2 anni fa nella finale di Lanciano”. In una città affamata di calcio e di vittorie, ogni attesa si vive in modo speciale. Nella finale di Perugia non ci sono in ballo soltanto la gloria ed un’occasione per lenire le ferite di un’annata particolare, ma anche la ghiotta chance di aggiungere per la prima volta, in 69 anni di storia, un trofeo nel palmarès del sodalizio biancorosso: lo sa bene uno come Manzo, torrese purosangue, per il quale la sfida del “Curi” assume un sapore ancor più particolare. “L’idea di tornare in città e poter mostrare la coppa ai tifosi è un sogno, una cosa che mette i brividi al solo pensarci. Certo, da torrese doc è inevitabile pensare che una gioia simile l’avrebbero meritata altri miei concittadini, come Vincenzo Strino tanto per fare un nome, che hanno scritto pagine gloriose ed indelebili di questo club. Domenica avrò l’irripetibile occasione di poterlo fare io: sarebbe una gioia doppia, un riscatto anche per questi pezzi di storia della Turris e per tutta Torre del Greco”. Adrenalina e concentrazione, voglia di sognare e piedi per terra. C’è tutto questo nelle parole del capitano biancorosso, che dribbla anche la scaramanzia. Il “Renato Curi” di Perugia, infatti, fu il teatro di una delle pagine più nefaste della storia corallina: 26 giugno 1994, Pasquale Luiso segna il rigore decisivo nello spareggio che regala al Sora l’accesso diretto alla vecchia C1, gettando l’intera città in un vero e proprio dramma sportivo. Ricordi che sono ancora quanto mai nitidi nelle menti dei tifosi biancorossi che domenica, per giunta, torneranno proprio in quella curva già gremita 19 anni fa. “Sarò sincero – chiosa Manzo – speravo nel fatto che ci assegnassero quella stessa curva. Io ero presente quel giorno, e vedere dal campo la mia gente sarà un po’ come rivivere le stesse emozioni, ma riscrivendo il finale stavolta. Battere il Porto Tolle significherebbe anche esorcizzare i fantasmi del passato e dare un segnale per il futuro: la storia non può sempre ripetersi, prima o poi il vento dovrà iniziare a soffiare anche a nostro favore”.
